Bergamo, buoni spesa per 560 mila euro
Distribuiti a 1.614 nuclei familiari

In tre mesi gli aiuti sono andati soprattutto a famiglie con figli e a donne che hanno perso o ridotto drasticamente il lavoro.

A partire dal mese di dicembre, e fino al 5 febbraio, l’Assessorato alle Politiche Sociali ha gestito e organizzato la distribuzione, prevista dal D.L 23 novembre 2020 n. 154, dei buoni spesa per un importo complessivo di 562.150 euro.

Si è trattato di un secondo bando, dopo quello della primavera 2020, in cui si è posta anche l’attenzione ad una più attenta raccolta dati dei richiedenti con l’obiettivo di individuare eventualmente situazioni di fragilità economica e famigliare conseguenti al Covid-19.

Per questa ragione, si è deciso di non escludere i soggetti e i nuclei famigliari che avevano già richiesto e ottenuto il buono spesa a marzo, considerando che il valore economico allora erogato, da considerarsi come una tamtum, era limitato e utilizzabile solo per l’acquisto di beni di prima necessità.

«Anche per questo bando, il mio Assessorato ha organizzato un team di lavoro, a cui hanno partecipato anche quattro operatori interinali dedicati, che si è occupato di supportare i cittadini, dalla la compilazione della domanda al completamento delle pratiche, consentendo la consegna del buono nel minor tempo possibile. – dichiara l’Assessora alle Politiche sociali Marcella Messina – I dati raccolti a seguito dell’erogazione del buono ci mettono certamente nella condizione sia di svolgere alcune considerazioni comparative tra la situazione di marzo e quella attuale, sia di approfondire le caratteristiche socio economiche dei beneficiari, cosa che nel primo periodo di marzo in piena pandemia, vista la condizione di emergenza in fase acuta, non era stato possibile fare in modo approfondito.»

«Emerge chiara la difficoltà delle donne che, dal punto di vista lavorativo, mostrano di soffrire di più a causa della crisi economica conseguente il Covid. Titolari di un contratto dipendente nei settori più colpiti, o di partita IVA con poche tutele e servizi di supporto nella prima fase dell’emergenza, risultano le maggiori beneficiarie di questa misura assistenziale. – continua l’Assessora Messina – C’è un cambiamento in atto dell’idea di welfare: l’aiuto occasionale, come quello di cui abbiamo appena concluso la distribuzione, deve essere letto come un’opportunità anche solo transitoria nella vita di una persona. Una risorsa importante per il destinatario, ma occasionale almeno così ci auguriamo, che però diventa anche risorsa per la collettività che si attiva, nelle varie dimensioni formali e informali del quartiere, diventando metodo per il presente e il futuro oltre l’emergenza.»

I beneficiari dell’agevolazione buoni spesa sono stati 1614 nuclei familiari in cui il richiedente, residente nel Comune di Bergamo, cittadino italiano o dell’Unione Europea o cittadino straniero non appartenente all’Unione Europea con titolo di soggiorno in corso di validità o in fase di rinnovo, abbia subito una riduzione del reddito da lavoro dipendente o autonomo, o ha perso il lavoro a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19. Nello specifico i beneficiari sono stati 833 donne e 781 uomini, numericamente più numerosi nella fascia 30-50 anni. Sono 708 gli italiani, 866 gli stranieri (soprattutto originari dal Marocco, Bangladesh e dalla Bolivia) e 40 i cittadini di uno stato membro dell’Unione europea.

Sono state quindi distribuite 1614 carte prepagate per un valore complessivo di 562.150 euro, emesse da Soldo e utilizzabili in un qualsiasi punto vendita con POS abilitato per carte Mastercard, di diverso importo a seconda dei componenti del nucleo familiare (1 componente, 150 euro; 2 componenti, 250 euro; 3 componenti, 350 euro; 4 componenti, 450 euro; 5 e più componenti, 500 euro).

Nell’erogazione di marzo erano stati invece raggiunti 2173 nuclei famigliari per un totale di 736.450,00 euro di cui circa 120.000,00 euro da risorse aggiuntive messe a disposizione direttamente dal Comune di Bergamo.

Circa la metà dei richiedenti aveva già richiesto il buono a marzo, mentre gli altri sono risultati nuovi accessi. In particolare, più dell’80% dei nuclei con più di 5 componenti ha richiesto il buono in entrambe le erogazioni sia a marzo che a dicembre, mentre la platea dei componenti da 1 a 4 si è diversificata molto nella seconda richiesta.

Anche incrociando i dati dell’unità di crisi, si può presumere che nei casi di famiglie meno numerose, la ripresa delle attività lavorativa di almeno un componente, o l’erogazione dei vari dispostivi messi in campo da questa Amministrazione e non solo (bando covid, sostengo affitto, bando famiglia vulnerabili ecc) per affrontare l’emergenza, abbia almeno in parte garantito una sostenibilità economica migliore al nucleo stesso consentendo a coloro che erano stati esclusi dal primo bando di accedere a quest’ultimo.

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