«Bergamo ricordi Mirko Tremaglia intitolandogli una via o una piazza»
Mirko Tremaglia

«Bergamo ricordi Mirko Tremaglia
intitolandogli una via o una piazza»

La richiesta del Comitato tricolore per gli italiani nel mondo: l’ex ministro, deputato di lungo corso, è scomparso nel dicembre 2011.

«Una via o una piazza della sua Bergamo, dedicata a Mirko Tremaglia, già Medaglia d’Oro, che ha dato lustro alla propria città̀ natale, tanto in Italia quanto nei cinque continenti che ha instancabilmente visitato per incontrare i “suoi” italiani». Il nuovo anno si apre con una vecchia battaglia del Ctim (Comitato tricolore per gli italiani nel mondo), fondato nel 1968 da Tremaglia stesso già ministro degli Italiani nel Mondo e storico parlamentare della Destra bergamasca, prima nel Msi e poi in An.

Mirko Tremaglia nel 2003 a Marcinelle

Mirko Tremaglia nel 2003 a Marcinelle

Così recita l’appello apparso sull’ultimo numero del mensile «Prima di Tutto Italiani» rivolto alla città di Bergamo. «Tremaglia infatti era rispettato per il suo impegno istituzionale e politico da tutte le parti politiche, anche da quelle che ideologicamente gli erano avverse. Rispettato perché́ riconosciuto intellettualmente onesto, perché́ a sua volta rispettoso e dotato di una inimitabile passione politica. Era inoltre amato dai connazionali all’estero per la sua battaglia quarantennale (vera e non ipocrita), con l’obiettivo poi raggiunto di far cambiare la Costituzione per ben due volte da parte del Parlamento Italiano e giungere ad essere “il padre del voto all’estero”. Tra l’altro lo scorso anno, in occasione di un seminario del Ctim tenuto a Roma in Senato sulla figura di Tremaglia, era stato il segretario generale del Ctim, Roberto Menia, a proporre all’allora ministro degli esteri Paolo Gentiloni, attuale premier, di dedicargli una sala della Farnesina» ricorda il Ctim.

«Oggi, in attesa di una risposta dal neo ministro degli esteri Angelino Alfano, - osserva il direttore di “Prima di Tutto Italiani”, Francesco De Palo - ci sembra doveroso tornare a caldeggiare la proposta dell’intitolazione di una via a Bergamo: un gesto dovuto e di grande rispetto, un riconoscimento, legittimo e gradito, per chi ha declinato la politica con passione e pragmatismo; per chi non si è sottratto a viaggi e richieste da coloro che hanno dovuto scegliere la via dell’emigrazione; per chi, con il tricolore nel cuore, ha portato orgoglio e italianità lontano da casa. Per chi ha fatto politica. Davvero».


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