Bergamo, telefonini nelle brioches Erano diretti a un detenuto del carcere

Bergamo, telefonini nelle brioches
Erano diretti a un detenuto del carcere

Due telefoni cellulari nascosti in un pacco di brioches destinate a un detenuto romeno sono stati trovati nel carcere di Bergamo dagli agenti di polizia penitenziaria addetti al casellario.

Due telefoni cellulari sono stati trovati nel carcere di Bergamo, all’interno di un pacco diretto ad un detenuto rumeno ristretti nell’Istituto di Pena. A darne notizia è Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. «I cellulari erano occultati in un pacco di brioches, abilmente celate ed ermeticamente chiuse, e solamente grazie allo scrupolo dei Poliziotti Penitenziari addetti al Casellario sono stati trovati. Sono molto piccoli, microtelefoni di circa 5x2 cm, e questo ci fa rinnovare la richiesta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di predisporre con urgenza interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani».

«Il rinvenimento è avvenuto – aggiunge Alfonso Greco, segretario regionale Sappe per la Lombardia - grazie all’attenzione, allo scrupolo ed alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio a Bergamo. Ed il pacco era diretto ad un detenuto rumeno che già un mese fa era stato sorpreso mentre, nascosto nella cella del bagno, stava facendo una telefonata con altro apparecchio poi sequestrato dalla Polizia Penitenziaria». Il Sappe ricorda che «sulla questione relativa all’utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo».

«Per stroncare l’uso di telefoni cellulari in carcere» - conclude – «appaiono indispensabili, nei penitenziari per adulti e per minori, interventi immediati compresa la possibilità di “schermare” gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari».


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