Bergamo, tubi deturpano la roggia Polemica per la posa della rete Enel
I tubi incriminati sulla “Greenway”

Bergamo, tubi deturpano la roggia
Polemica per la posa della rete Enel

Via Solari, servono a portare cavi nella nuova centralina oltre il Morla. La licenza ne prevedeva uno. La ditta appaltatrice: lavori secondo permessi

Valverde, estrema periferia del Parco dei Colli. Da un lato il parcheggio, sulla curva che collega via Biava con via Solari, dall’altro il percorso ciclopedonale che segue il tracciato del Morla. In mezzo, un ponticello che collega gli argini della roggia e, a fianco, due tubazioni che sbucano dalla terra e costeggiano il ponte. Il colpo d’occhio è un pugno nello stomaco. Nicola Cremaschi di Legambiente l’ha segnalato in Comune, chiedendo, tra i primi, delle verifiche su quei lavori che non sembravano tornare fino in fondo, soprattutto sul piano estetico. Sono intervenuti gli agenti della polizia locale e quelli del nucleo edilizio. Nel frattempo i lavori sono andati avanti e ora si vedono i due tubi posati a tre metri d’altezza sull’alveo del fiume.

La faccenda riguarda il potenziamento della rete elettrica nella zona: era necessario portare dei cavi dalla centralina di smistamento di via Morla a una nuova, più piccola, costruita ad hoc circa un anno fa al di là del torrente su un terreno privato. Ricevuti i permessi da Comune e Parco dei Colli, che in quell’area rilascia le autorizzazioni di carattere paesaggistico, l’Enel ha appaltato i lavori all’azienda Valtellina Spa di Gorle, che li ha realizzati. Secondo quanto rilevato dal nucleo edilizio, però, non sarebbero stati fatti come previsto dalla licenza, secondo cui si sarebbe dovuto posare un solo tubo del diametro di venti centimetri a una distanza di 1,20 metri dal ponte. I tubi invece sono due, lontani 1,68 e 1,88 metri dalla passerella. E soprattutto, come rilevato da Legambiente, brutti da vedere. Perché qui il problema è quasi esclusivamente estetico. Ma non è una questione da poco, visto che la zona fa parte, appunto, del Parco dei Colli. Perché allora non farli passare nascondendoli sotto il ponte?


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 27 marzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA