Bocia, revocata la patente di guida
Il legale: «Ingiusto, faremo ricorso»

Deve stare a casa alla sera dalle 22 fino alle 6 del mattino, ogni giorno per un anno e mezzo, per effetto della misura della sorveglianza speciale a cui è sottoposto su decisione del Tribunale.

Ma la novità più recente è che il capo ultrà Claudio «Bocia» Galimberti non potrà più neppure guidare: gli è stato infatti notificato un provvedimento di revoca della patente, disposto dalla Prefettura, come atto dovuto (e praticamente automatico) nei confronti delle persone che sono sottoposte a sorveglianza speciale.

Un paradosso, secondo la difesa di Galimberti, perché da un lato nel decreto che dispone la sorveglianza speciale i giudici del Tribunale invitano il leader della Curva a dedicarsi al lavoro, dall’altro gli impediscono di farlo, portandogli via la patente. Pare infatti che il capo ultrà abbia trovato stabile occupazione per conto di una ditta di giardinaggio dell’hinterland e che abbia l’incarico di spostarsi con un furgone per effettuare lavori per alcuni clienti sparsi in provincia.

Senza patente, evidentemente, avrà difficoltà. Il suo avvocato Andrea Pezzotta sta già preparando un ricorso al Tribunale civile contro il provvedimento di revoca, ritenuto «ingiusto perché si pone in aperto contrasto con quanto i giudici hanno disposto».

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