Caso Yara, scintille tra accusa e difesa Nessuno fornisce alibi a Bossetti - Video

Caso Yara, scintille tra accusa e difesa
Nessuno fornisce alibi a Bossetti - Video

Dopo diverse udienze molto tecniche con protagonisti il Dna di Ignoto 1 e i consulenti dell’accusa, venerdì 27 novembre - al processo a carico di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio - è stata la giornata delle testimonianze di diverse persone in relazione all’alibi dell’imputato.

Bossetti, per giustificare la sua presenza a Brembate Sopra, paese della giovane ginnasta (che scomparve il 26 novembre di 5 anni fa e il cui corpo senza vita fu scoperto tre mesi dopo in un campo incolto di Chignolo), aveva sostenuto di essere stato in più riprese in zona perché si sarebbe recato dal meccanico, dalla commercialista e in diverse edicola ad acquistare le figurine per i figli. Dal lavoro degli inquirenti sono però emerse numerose discrepanze nel suo racconto: l’uomo sarebbe stato sì nel paese, ma in circostanze diverse rispetto a quelle da lui ricostruite.

E le varie testimonianze di giornata non hanno in effetti consentito di ricostruire la giornata del 26 novembre di Bossetti. Tanti sono stati i «non ricordo» o i dubbi su quel giorno. L’unico aggancio è stato rappresentato da una fattura per materiale edile rilasciata a Villa d’Adda alle 14,30 del 26 novembre.

Il racconto cronologico della giornata

Le testimonianze non sono state clamorose. Un’impiegata amministrativa di una ditta di materiali edili di Villa d’Adda ha raccontato di una fattura relativa a Bossetti il 26 novembre 2010 alle 14,30 (e dunque il giorno della scomparsa di Yara; il muratore non rientrò poi in cantiere), risulta una fattura per acquisto di sabbia in un’altra ditta, a Chignolo, il 9 dicembre 2010, la commercialista ha detto di non ricordare se il 26 novembre Bossetti si recò nel suo studio, non lo può escludere, anche se in teoria non era in quel periodo che il muratore ci sarebbe dovuto andare, mentre ci sono fatture dal 25 ottobre al 25 novembre 2010 (il giorno prima della scomparsa di Yara) in una trattoria di Palazzago (ha deposto una dipendente), dove il muratore lavorava in quel periodo. Infine, un carrozziere di Ambivere ha detto che il furgone di Bossetti era stato nella sua officina per una riparazione della metà a fine ottobre 2015 .

Prima della pausa c’è stato un diverbio molto acceso tra la difesa e l’accusa, quando il pm Letizia Ruggeri ha annunciato a sorpresa che saranno sentite anche quattro ragazze dipendenti di centri estetici dove l’imputato andava. La difesa si è risentita moltissimo dicendo di non essere preparata per il controesame di questi testimoni perché non era a conoscenza che avrebbero deposto. «Abbiamo la necessità - hanno sottolineato i legali - di preparare scrupolosamente tutte quante le udienze, per fare domande ai testi». «È diritto del pm citare qualunque teste ritenga», ha risposto il magistrato. Il giudice Antonella Bertoja ha auspicato che durante la pausa accusa e difesa si accordino.

Si è ripreso e sono stati ascoltati tre edicolanti e una tabaccaio con giornali, tutti di Brembate Sopra, ma anche in questo caso non ci sono state dichiarazioni di rilievo: tutti hanno parlato di Bossetti come di un cliente non abituale e sono stati tanti i «non ricordo». Nuova pausa fino alla 15, quando saranno ascoltate le quattro dipendenti dei centri estetici. L’avvocato Paolo Camporini, uno dei legali del muratore di Mapello, ha sottolineato che confida che in futuro ci sia maggiore collaborazione e siano evitati queste convocazioni di testi a sorpresa.

Dalla testimonianza delle quattro dipendenti dei centri estetici, due di Brembate Sopra e due di Curno, è emerso che Bossetti ci andava una o due volte alla settimane, talvolta anche tre (l’imputato a quelle parole ha avuto un gesto di stizza), e che era stato a Curno tre o quattro giorni prima del fermo. Nel centro estetico faceva soltanto lampade o doccia solare. Bossetti è stato descritto come persona schiva e riservata.

Per lo sciopero degli avvocati contro la spettacolarizzazione dei processi, salteranno le udienze del 2 e 4 dicembre, si riprenderà venerdì 11 quando deporranno due capitani dei Ris sui dati grezzi del Dna di Ignoto 1.


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