Bronchite, ma aveva lesione al midollo Morì tre mesi dopo: 5 medici condannati

Bronchite, ma aveva lesione al midollo
Morì tre mesi dopo: 5 medici condannati

Un anno, pena sospesa, è la condanna inflitta ieri mattina in primo grado a cinque medici degli ex Ospedali Riuniti, per la vicenda della morte di Tobia Belotti, pensionato di Sant’Omobono, deceduto nel 2009 a 79 anni.

La sentenza è arrivata dopo un tortuoso percorso giudiziario, passato per un iniziale proscioglimento dei dottori dalle accuse e un conseguente ricorso per Cassazione del pm Carmen Pugliese.

Ricordiamo il fatto. Tobia Belotti venne investito a Sant’Omobono il 31 marzo 2009 e finì ai Riuniti. Venne sottoposto a radiografie e Tac. Gli venne diagnosticato solo un trauma cranico non commotivo e perciò, dopo un periodo di osservazione di 24 ore, venne dimesso. Furono Ilaria Greco e Francesco Margarito i medici del pronto soccorso che in quell’occasione si occuparono di lui. Il 2 aprile l’anziano tornò al pronto soccorso dicendo di accusare dolore e difficoltà respiratorie. Il medico Carmelo De Giorgio lo sottopose a radiografia ai polmoni, poi lo dimise diagnosticando una bronchite aspecifica. Il giorno successivo Belotti fu portato di nuovo al pronto soccorso, ma stavolta venne ricoverato. La stessa sera accusò una paraplegia agli arti superiori, dovuta a una lesione midollare, che lo porterà poi alla paralisi totale e a tre mesi di agonia prima del decesso, il 29 giugno 2009.

Finirono indagati per omicidio colposo – in concorso con il conducente dell’auto investitrice, un marocchino che ha poi patteggiato un anno e due mesi – i tre medici del pronto soccorso che presero in cura Tobia Belotti nei primi due accessi e anche Gabriele Gallizioli e Luca Parimbelli, neuroradiologo e radiologo che il 31 marzo si occuparono di Tac e radiografie.

La questione da dirimere, in sostanza, era se la lesione midollare fatale poteva essere diagnosticata dai medici sin dai primi due accessi oppure no e, in caso affermativo, se vi fosse un nesso causale tra la mancata diagnosi e il decesso del paziente. Sul punto vennero disposte consulenze tecniche sia da parte del pm, sia dal giudice dell’udienza preliminare, Battista Palestra.


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