Calano i prezzi degli immobili - i dati Ma Bergamo è in controtendenza

Calano i prezzi degli immobili - i dati
Ma Bergamo è in controtendenza

Nel primo semestre 2016 i prezzi degli immobili residenziali italiani sono calati del 2,1% su base nazionale, confermando così la tendenza al ribasso in corso da oltre dodici mesi. Bergamo però pare in controtendenza, con un +2% negli ultimi 6 mesi e un +2,8% negli ultimi 12.

Un dato bergamasco assolutamente divergente dalla tendenza nazionale, come segnala l’Ufficio Studi di Immobiliare.it che ha anche evidenziato come, con una media di 3.418 euro a metro quadro, Firenze sia ancora il capoluogo di regione più caro d’Italia precedendo Roma (3.381 euro) e Milano (3.255 euro).

Se nella Capitale i prezzi sono in netto calo (-2,4% nei dodici mesi), il capoluogo meneghino fa invece registrare una sostanziale stabilità (-0,3% nell’anno). Si conferma quindi la tendenza evidenziata nelle rilevazioni precedenti che avevano fatto registrare, per il 2015 un -5,1% sui dodici mesi, diventato poi -2,9% nel secondo semestre dello scorso anno.

A giugno 2016 il prezzo medio di un immobile italiano è stato pari a 1.964 euro al metro quadrato, anche se con oscillazioni importanti lungo lo Stivale; al Nord il costo evidenziato dall’Osservatorio sul mercato residenziale italiano messo a punto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it è pari a 1.969 euro al metro quadro che diventano 1.652 euro al Sud e addirittura 2.381 euro al metro quadro al Centro.

Importante anche la differenza in termini assoluti fra grandi e piccoli centri: nelle località con oltre 250.000 abitanti il costo medio al metro quadro è pari a 2.610 euro; 1.721 euro per ciascun metro quadrato nei comuni con meno di 250.000 residenti.

Le differenze, però, diventano minime se si analizzano i valori, e le relative variazioni, in termini percentuali; tanto al Nord quanto al Sud Italia i prezzi si sono ridotti del 2% su base annua e, rispettivamente, dello 0,7% e dello 0,6% da marzo a giugno 2016. Al Centro le diminuzioni di costo sono state pari al 2,5% nei dodici mesi e allo 0,5% nell’ultimo trimestre.

La situazione varia poco anche se l’analisi viene fatta considerando come parametro la dimensione della città; nell’anno i prezzi si sono ridotti dell’1,9% nei grandi centri, del 2,2% in quelli più piccoli. «Come avevamo previsto – dichiara Guido Lodigiani, direttore corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.it – dopo anni di forte crisi il mercato immobiliare italiano tende nuovamente alla stabilità e questo non può che essere un bene anche per gli investitori che, infatti, ritornano a guardare con interesse al nostro Paese.»

Anche nel primo semestre del 2016 Firenze conserva il primato di capoluogo di regione più caro d’Italia con un prezzo al metro quadro pari a 3.418 euro, comunque inferiore dello 0,4% rispetto al 2015; seconda, nella classifica dei prezzi, è Roma che registra un calo importante nell’anno (-2,4%) e arriva ad una media di 3.381 euro al metro quadro sorpassando di un soffio Milano che si ferma a 3.255 euro (-0,3% nell’anno). Osservando la classifica dal lato opposto, il capoluogo di regione più economico è Catanzaro, dove per comprare casa si spendono mediamente 1.162 euro (-2,7% nell’anno), seguito da Campobasso (1.292 euro/mq; -6,7% rispetto al 2015) e Perugia (1.311 euro/mq; -6,5% rispetto al 2015).


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