Centri commerciali pronti a riaprire E Oriocenter pensa al cinema drive-in
Shopping in un centro commerciale

Centri commerciali pronti a riaprire
E Oriocenter pensa al cinema drive-in

«La verità è che nessuno parla espressamente dei centri commerciali». Da piazze virtuali a luoghi quasi dimenticati nelle varie previsioni e versioni dei decreti Covid-19.

Non a caso Ruggero Pizzagalli, direttore di Oriocenter, usa tutta la prudenza del caso. Ma in realtà lavora per farsi trovare pronto per la fine del lockdoown.«Vero che non ci sono indicazioni chiare, né date, sulla riapertura delle nostre realtà, ma lo è pure il fatto che sono costruite su negozi al dettaglio» spiega. Ergo, decreto alla mano, il traguardo è quello del 18 maggio «per quanto riguarda il grosso di Oriocenter. Ovviamente poi c’è tutta la parte della ristorazione e dei bar che invece ha come scadenza il 1° giugno».

«Ci saranno acquisti mirati»

Questo sempre che la previsione dell’ultimo decreto Conte possa venire applicata per proprietà transitiva dal contenuto al contenitore: ovvero dai negozi al dettaglio al mall che li ospita. E potrebbe anche non essere automatico. «In effetti a noi, ufficialmente, non è stato ancora comunicato nulla». Né all’Oriocenter e nemmeno al Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali che, meno di una settimana fa, ha elaborato un pacchetto di linee guida per una riapertura in sicurezza delle varie strutture, outlet compresi.Ad ogni modo, nel dubbio, a Oriocenter non hanno perso tempo e stanno già lavorando ad una possibile riapertura almeno della parte di vendita al dettaglio che andrebbe così ad affiancarsi al supermercato, rimasto regolarmente accessibile in queste settimane di lockdown.Con un presupposto: «Credo che nelle prime settimane della Fase 2 non ci sarà gente che verrà qui per passeggiare o guardare le vetrine: la clientela sarà semmai orientata all’acquisto mirato. Prima del coronavirus si rimaneva ad Oriocenter mediamente 2 ore e mezza, ora non credo sarà così». Il che, dal punto di vista della gestione del ritorno alla normalità, potrebbe rivelarsi un vantaggio.

La Regione sarebbe favorevole

In realtà, nella riapertura o meno dei centri commerciali, una parola decisiva potrebbe averla la Regione, investita della questione dalle associazioni di categoria. Da Palazzo Lombardia bocche rigorosamente cucite, ma dietro le quinte si mormora di un orientamento tendenzialmente favorevole, basato sulla presenza preponderante di negozi al dettaglio. Categoria che riaprirà appunto il 18 maggio.«Oriocenter si sta comunque preparando, seguendo alcune linee d’azione all’insegna della massima sicurezza» spiega Pizzagalli. È il caso degli interventi «massicci e continui» di sanificazione previsti, della presenza di un presidio fisso sanitario e della determinazione di percorsi precisi. «Che riguarderanno però i negozi con superfici rilevanti, non il sistema di accessibilità al centro. Tutti gli ingressi, salvo che arrivino diverse indicazioni, saranno regolarmente aperti».

Tra hi-tech e ritorno al passato

Aperti sì, ma assolutamente controllati: «Stiamo lavorando sulla collocazione di telecamere con termosensori per rilevare la temperatura mentre si accede al centro attraverso i tappeti mobili» rivela il direttore di Oriocenter. «In questo modo non ci saranno assembramenti, ma i clienti verranno controllati». Ed eventualmente bloccati nel caso di stati febbrili. E ancora, «nell’area food, quando riaprirà, ci saranno dei segnali per terra per il mantenimento della distanza durante l’attesa, dispenser con sostanze sanificatrici agli ingressi dei negozi», probabilmente anche contapersone e un potenziamento «adeguato del servizio di vigilanza, anche per evitare assembramenti».

Con qualche colpo a sorpresa: «In questa fase e nelle prossime il cinema non riaprirà sicuramente, ma stiamo lavorando con Uci per fare un bel drive-in nel parcheggio esterno con proiezione dei film sulla facciata di Oriocenter: nell’attesa di capire cosa ci riserverà il futuro, proviamo a tornare un attimo al passato».

«Le due torri» scalda i motori

Pochi chilometri più in là, a Stezzano, anche «Le due torri» si prepara a una riapertura graduale, con attenzione al benessere di chi si concede un momento di svago attraverso lo shopping. Non è stato invece possibile avere pareri e progetti dei responsabili dei centri commerciali di Seriate e Curno.«A Stezzano siamo pronti sulla carta - spiega il direttore Roberto Speri, - ma anche per noi i primi giorni saranno utili per capire come le persone si adatteranno alle regole e vivranno il distanziamento sociale, per poter così garantire una permanenza il più possibile confortevole e senza stress». Il tempo per prepararsi c’è, alcuni negozi del centro commerciale sono già aperti, come il supermercato Esselunga, quelli di vestiario per bambini, la tabaccheria, la gelateria e il pub specializzato nella cucina dei galletti che si sono attrezzati per le consegne.

Da lunedì potranno sulla carta riaprirne altri, come i ristoranti che effettuano take away.«Già da oggi (domani, ndr) testeremo il sistema che ci permette di conoscere in tempo reale la quantità di persone presenti all’interno del centro commerciale» prosegue Speri. «Inoltre avremo personale per misurare la febbre e abbiamo ordinato guanti e mascherine per sostituire quelli dei clienti che si danneggiassero durante la visita al centro». L’obiettivo è «garantire il massimo rigore all’ingresso per permettere a chi gira fra i negozi di poterlo fare in assoluta serenità». Oltre a questo a «Le due torri» è stata predisposta l’igienizzazione giornaliera di locali e bagni, nonché incontri con i referenti dei negozi per creare una strategia comune sull’uso delle mascherine e dei comportamenti di sicurezza da adottare con personale e clientela prima della riapertura completa del 18 maggio. Se non ci saranno sorprese


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