«Chiamo dagli Usa per Microsoft» ma è un hacker, sventata nuova truffa

«Chiamo dagli Usa per Microsoft»
ma è un hacker, sventata nuova truffa

Il racconto su Facebook: «Mi diceva che il mio computer era utilizzato per azioni illegali. Mi avrebbe aiutato a risolvere il problema».

Una nuova truffa questa volta ai danni di un sacerdote bergamasco, don Giovanni Gusmini, insegnante del Seminario vescovile Giovanni XXIII Bergamo. Un sedicente tecnico di Microsoft da Washington Dc, ha chiamato in parrocchia dicendo che il computer era stato hackerato e utilizzato per azioni illegali e che, grazie al suo intervento, tutto si sarebbe risolto. L’intenzione era quella di guidare il sacerdote a entrare nel pc per poi bloccarlo e chiedere un riscatto in denaro per poterlo riutilizzare. Don Gusmini però si è accorto che qualcosa non tornava e si è rivolto alla Polizia postale. Ha scritto poi il post su Facebook per mettere in guardia dai presunti hacker.

«Mi è appena successa una cosa inaspettata, ma di cui ritengo importante informare tutti – scrive sul suo profilo Facebook -. È arrivata sul numero fisso della parrocchia la telefonata di un tipo che mi diceva di chiamare per conto della Microsoft da Washington D.C. (ma l’accento non era affatto americano) per segnalarmi che il mio computer era stato hackerato e che stava venendo usato per azioni illegali».

L’interlocutore si è poi offerto di risolvere il problema: «Per risolvere il problema – dice don Gusmini – mi sarei dovuto connettere e mi avrebbe guidato lui passo passo. Gli ho detto che questa è una connessione utilizzata da vari utenti e che poteva trattarsi di vari computer. Mi ha risposto che si trattava del “mio” computer. Al che gli ho chiesto quale dei due, il desktop o il laptop. A quel punto ha dato in escandescenza e mi ha coperto di insulti».

A quel punto don Gusmini immediatamente contattato la Polizia Postale: «Mi hanno gentilmente spiegato che al telefono era proprio un hacker: ti fanno credere a questa storia, ti fanno connettere, ti bloccano il computer e poi ti fanno pagare un riscatto per sbloccartelo». Il sacerdote ha raccontato la disavventura per mettere in guardia altre persone dal cadere in questa nuova truffa online.

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