«Ci vuole un’alleanza in Città Alta per salvare Mura e colli dall’incuria»
Il belvedere di Colle Aperto

«Ci vuole un’alleanza in Città Alta
per salvare Mura e colli dall’incuria»

Un sistema virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato per salvare dal degrado il sentiero dei Vasi e sottrarre all’incuria i boschi circostanti, ripulire i tratti delle Mura soffocati dalla vegetazione e riaprire le polveriere.

È la ricetta condivisa da Fai, Italia Nostra e Legambiente. «Va trovato un accordo tra le parti e vanno adottati modelli gestionali che consentano la fruibilità di questi luoghi, anche quando si trovano su aree private» dice il capo delegazione del Fai, Claudio Cecchinelli. «Perché, ad esempio, non abbinare le visite alle cannoniere e alle polveriere delle Mura, facendo pagare un unico biglietto di ingresso? Non servono solo le risorse, ci vuole anche un progetto culturale per far rivivere un luogo».

Il caso dei Vasi è emblematico. Il sentiero è comunale, ma attraversa terreni privati. Delle frane cadute negli ultimi mesi dovrebbero occuparsi i proprietari dei terreni, così come della manutenzione dei boschi, ma gli interventi sono onerosi, e senza il sostegno dell’amministrazione comunale e del Parco dei Colli difficilmente la via - chiusa al transito per motivi di sicurezza sino alla fine di ottobre - tornerà agibile in tempi brevi. «I privati vanno agevolati - spiega il portavoce del Fai - in modo da rendere gli interventi meno onerosi. Altrimenti sarà difficile che i proprietari dei terreni decidano di anticipare le risorse, anche perché il recupero fiscale non sempre riesce. Su questi temi serve una riflessione a livello nazionale, ma gli enti locali potrebbero iniziare a percorrere la strada».

L’ipotesi - avanzata dall’Associazione per Città Alta e i Colli - di dare in gestione i terreni incolti dei Colli per renderli nuovamente produttivi e consentirne la manutenzione piace alle associazioni che si occupano della tutela dei beni ambientali e culturali di Bergamo.


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