Cinque anni fa, la tragedia di Morosini
«Ma ora più sensibilità e prevenzione»

Venerdì l’anniversario della morte in campo del calciatore bergamasco.Vincenzo Arena, cardiorchirurgo dell’Humanitas Gavazzeni. fa il punto sulle risposte dopo quel terribile evento.

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Bergamo

«Da quella tragedia è stata tratta una lezione importante», riflette il dottor Vincenzo Arena, 70 anni, oggi senior consultant del reparto di cardiochirurgia all’Humanitas Gavazzeni, in città, istituto dove per vent’anni, dal 1995, è stato primario nella medesima area. Venerdì 14 aprile saranno 5 anni dalla morte di Pierrmario Morosini, il calciatore bergamasco scomparso con la maglia del Livorno durante un match di serie B a Pescara.

Oggi c’è forse un seme di speranza che germoglia da quel dolore: più prevenzione, più formazione, più consapevolezza che il rischio stia sempre in agguato, anche dove meno te l’aspetti, durante il divertimento d’una partita, d’una corsa, d’una gara. A qualsiasi livello.

«C’è attenzione soprattutto per quanto riguarda la prevenzione prima del momento agonistico. E c’è stata anche un’importante volontà di attrezzare i luoghi dove si svolge sport, con la dotazione dei defibrillatori negli impianti sportivi» spiega Arena.

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