Colorati e con tanto verde Ecco le regole per i dehors

Colorati e con tanto verde
Ecco le regole per i dehors

Le linee guida di Palazzo Frizzoni per i nuovi spazi su vie e piazze. Sedie e tavolini a piacere, ombrelloni senza sponsor. E occhio alla sicurezza.

Anche l’occhio vuole la sua parte. Soprattutto in questo caso, dove i dehors, con sedie, tavolini e ombrelloni al seguito si avviano a diventare un tratto caratteristico dell’estate in città. Anche dal punto di vista squisitamente estetico.

Ecco perché, nella nuova regolamentazione (ed estensione) degli spazi pubblici destinati alle attività di somministrazione, Palafrizzoni ha deciso di avvalersi di un pool di consulenti: architetti ed esperti di verde e arredo urbano, selezionati dall’Ordine e dall’associazione Arketipos. Quella de «I Maestri del paesaggio». Concetto quanto mai delicato anche nella vicenda dehors.

Forme, altezze e tipologie

Cominciamo dalle sedie. Nelle linee guida si indica la possibilità di usare altezze standard così come sgabelli alti. Sui materiali c’è solo l’imbarazzo della scelta: ferro verniciato, polipropilene, acciaio o materiale metallico. Nessuna preferenza tra fisse e pieghevoli e nemmeno limitazione di colori.

Passiamo poi, di conseguenza, ai tavoli, anche qui due le chance: altezza standard o tavoli alti, ma qui chiaramente il colore ha un peso più rilevante. Nel senso che per tutte le tipologie di materiali (ferro verniciato o metallo, fondamentalmente) indicate è richiesto «un corretto accostamento cromatico alle sedute». La forma può essere quadrata, tonda o quadrangolare.

Per quanto riguarda le coperture «è permesso unicamente l’utilizzo di ombrelloni di varie tipologie, purché di foggia semplice e dai colori possibilmente uniformi». Non sono invece permessi «ombrelloni sponsorizzati e colori molto accesi».

I pannelli di protezione

Onde delimitare meglio gli spazi «si potranno installare pannelli di protezione laterali trasparenti in vetro o plexiglass preferibilmente in lastra libera o, in alternativa, con telaio di disegno semplice in metallo di colore opaco, privo di zoccolatura, con bordo superiore rettilineo e altezza massima di 160 centimetri». Via libera anche «a stufe a fungo per esterni e lampade riscaldanti» (il termine ipotetico dei dehors e fine ottobre - ndr), mentre per l’illuminazione meglio «una dedicata ai singoli tavolini» che calata dall’alto.

Grande importanza viene data al verde «non tanto come elemento di separazione perimetrale» ma anche per aiutare a mantenere «la necessaria separazione tra i tavolini». Nella scelta delle essenze dovranno essere privilegiate «piante dall’aspetto naturale e fioriture estive con modesta componente di sempreverdi».

Nessuna deroga al codice

Capitolo pavimentazione: «Si preferiscono soluzioni che prevedano il mantenimento di quella esistente» si legge nelle linee guida. E per evidenziare «percorsi, distanziamenti e punti d’attesa o migliorare la qualità della superficie esistente laddove fosse semplicemente asfaltata» si propone l’uso di vernici lavabili. Le pedane, infine, sono ammesse «solo per messa in piano di accentuati dislivelli o terreni accidentati».

Piccolo inciso sulla sicurezza stradale: la presenza dei dehors non fa venire meno la normativa a riguardo. In prossimità di incroci non dovranno essere di ostacolo alla visibilità né tantomeno (e ci mancherebbe...) occultare la vista di impianti semaforici. Va inoltre garantito un metro e mezzo per il transito pedonale lungo il marciapiede: nel caso di Ztl di 3,5 metri in carreggiata per il passaggio dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine.


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Dino Nikpalj L'Eco di Bergamo

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