Comuni ricicloni, Berzo in testa Chi differenzia di più? Guarda l’infografica

Comuni ricicloni, Berzo in testa
Chi differenzia di più? Guarda l’infografica

Il paese della Val Cavallina al 90,04%. Con la nostra infografica metti a confronto le prestazioni dei comuni. Bagnatica ha fatto centro e in un anno la differenziata è cresciuta del 32%.

Nella provincia che ogni anno sforna nuovi Guinness world record non sarà il primato più ambìto, eppure i cittadini di Berzo San Fermo devono essere orgogliosi di fronte al primo posto nella classifica della raccolta differenziata. Superata la soglia del 90%, come nel Comune della Valcavallina (90,04%), si può parlare di percentuali bulgare: quasi tutti i rifiuti prodotti nel 2016 dai cittadini di Berzo sono stati differenziati. Lo certifica Ispra, l’ istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che come ogni anno ha diffuso una marea di dati sulla gestione dei rifiuti del Comuni italiani.

Attenzione, non sono solo medagliette da appuntare sul petto del sindaco: raccolta differenziata significa soprattutto risparmio diretto per le tasche dei cittadini, nel caso della tariffa puntuale, o per i bilanci delle amministrazioni. Quindi soldi non spesi e utilizzati dove servono di più: servizi sociali, strade, verde. Un’ equazione scontata, non in tutta Italia. Microchip e sacchetti La Bergamasca sembra essere un caso a parte. Negli ultimi anni si è registrato un netto aumento di raccolta differenziata grazie ai tanti stratagemmi adottati dai Comuni. Molti hanno scelto la tariffa puntuale con l’ implacabile microchip nel bidone, altri invece sacchetti e sacchettini di varie fogge e colori, fototrappole, informazione massiccia. Tanti metodi, un unico obiettivo; quello dichiarato a livello nazionale per il 2012 era raggiungere il 65% medio di differenziata. Manco a dirlo, nel 2016 l’ Italia non ce l’ ha ancora fatta. I Comuni bergamaschi sotto questa percentuale invece sono pochi e concentrati quasi esclusivamente in zone, come le valli, in cui la gestione dei rifiuti è più complessa anche a causa dell’ impatto stagionale. Si può solo fare meglio.

raccolta differenziata a bergamo

raccolta differenziata a bergamo
(Foto by Zanchi)

Berzo San Fermo, dicevamo, al primo posto. «Un risultato che non può che farci piacere e che premia lo sforzo dei cittadini - commenta il sindaco Luciano Trapletti -. Noi non abbiamo ancora la tariffa puntuale, ma è il nostro prossimo obiettivo. Grazie al senso di responsabilità dei cittadini crediamo che la risposta sarà positiva». Un servizio efficiente significa anche costi alti. «Le risorse ottimizzate con una differenziata così alta sono state reinvestite estendendo la copertura del servizio anche a frazioni più lontane dal paese. Poi è stata introdotta anche la raccolta della plastica quindicinale. Bisogna battagliare tutti i giorni sul fronte delle finanze, ma se i risultati sono questi noi ci siamo». Manca poco al 100%, anche se gli ultimi metri della scalata sono sempre quelli più duri. Obiettivo da centrare almeno in 10 anni? «Nel 2027? Non sarò più sindaco - ride Trapletti -.

La raccolta differenziata delle pile

La raccolta differenziata delle pile

Stiamo cercando di cambiare le abitudini con un percorso di educazione nelle scuole e credo che sarà fondamentale anche per il futuro. Il passo successivo è la tariffa puntuale, così ogni cittadino pagherà per quanto produce». Chi ha scalato la montagna è Bagnatica e proprio grazie alla tariffa puntuale: dal 56,7% di raccolta nel 2015 si è passati all’ 89,4%. Ma non è stato facile. «Per nulla facile - spiega il sindaco Primo Magli -. Siamo partiti con una campagna di informazione, sono state organizzate diverse assemblee pubbliche e ora la tariffa è realtà con risultati evidenti. All’ inizio, però, è servita pazienza». Non mancano critiche. «Il principale timore è l’ abbandono abusivo di rifiuti, che nelle nostre zone è una piaga soprattutto sulle provinciali. Rispetto a prima però non abbiamo registrato un incremento. I controlli servono proprio per individuare chi non smaltisce puntualmente. Noi possiamo fare verifiche incrociate e capire se c’ è qualcosa che non va. Il prossimo passo è l’ introduzione di contenitori ancora più specifici per differenziare non solo di più, ma meglio. E ovviamente premieremo chi si impegna». Bene singolo che si traduce in bene comune. Difficile dire di no.


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