Coronavirus, in Italia 19.350 nuovi casi Le vittime sono 785, i tamponi 182 mila - Video

Coronavirus, in Italia 19.350 nuovi casi
Le vittime sono 785, i tamponi 182 mila - Video

I dati nazionali di martedì 1° dicembre nel bollettino del ministero della Salute. Rezza: «Segnali positivi, ma bisogna raggiungere un equilibrio tra la tutela della salute pubblica e le esigenze dell’economia, un equilibrio non semplice».

In Italia sono 19.350 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati bollettino del 1° dicembre del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità. Le vittime sono 785, mentre i tamponi effettuati sono 182.100, oltre 50 mila più di ieri. Il tasso di positività è del 10,6% (ieri era al 12,5%). Il numero di dimessi o guariti ha quasi raggiunto quello degli attualmente positivi. Gli attualmente positivi oggi in Italia sono 779.945 (8.526 in meno rispetto a lunedì), mentre i guariti sono 784.595, con una differenza di 4.650. I ricoverati con sintomi sono 32.811, tra i quali 3.663 in terapia intensiva.

«Oggi abbiamo 19.350 positivi, sono di più rispetto a ieri, ma c’erano meno tamponi. Rispetto a una o due settimane fa abbiamo una situazione in miglioramento ma non buona, perché siamo ancora su livelli molto elevati abbiamo un Rt che scende ma con un numero di positivi ancora elevato». Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza, nel corso della conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione della pandemia. «Rispetto al numero di tamponi fatti - ha aggiunto - siamo di poco al di sopra del 10%, una soglia abbastanza critica. Il numero dei decessi è alto, questi sono meno sensibili alle oscillazioni quotidiane. Le persone che hanno un prognosi infausta ce ne sono, questi decessi avvengono non il giorno dopo la comparsa dei sintomi ma qualche settimana dopo». «Abbiamo una certa riduzione dei casi ospedalizzati in terapia intensiva - ha detto ancora Rezza -. Per quanto riguarda le regioni, vediamo una tendenza di riduzione abbastanza forte in Lombardia e in Piemonte, restano relativamente elevate alcune regioni come la Sicilia. Ci sono una serie di segnali positivi, ma bisogna raggiungere un equilibrio tra la tutela della salute pubblica e le esigenze dell’economia, un equilibrio non semplice».

Qui di seguito il video della conferenza stampa del 1° dicembre con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, sull’analisi della situazione epidemiologica in Italia.


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