Coronavirus, 2.136 casi a Bergamo
In un giorno + 321 contagiati - Mappa

Dalla Regione Lombardia il punto quotidiano sull’emergenza coronavirus.

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Tutti gli aggiornamenti sull’emergenza coronavirus in Lombardia con l’assessore al Welfare Giulio Gallera nella consueta diretta pomeridiana. Gallera ha parlato del decreto approvato dal Governo: «Va nella direzione giusta - ha commentato - ma lo volevamo più rigido». Poi i numeri: i positivi in Lombardia sono 8.725, con una crescita di 1.445. I ricoverati sono 4.247, 395 in più. Crescono anche i dimessi, a quota 1.085, e i decessi salgono a 744, 127 in più. «I ricoverati in terapia intensiva sono 605, 45 in più di ieri - ha detto l’assessore - . Siamo riusciti ad aprire 120 posti di terapia intensiva in un giorno: eravamo a 947 ieri, siamo a 1067, e nei prossimi giorni ne apriremo altri». Nei prossimi giorni altri 16 posti di terapia intensiva saranno aperti all’Ospedale San Carlo di Milano e altri 20 al Papa Giovanni di Bergamo. «È un lavoro incredibile, noi non possiamo capitolare di fronte a questa emergenza» ha commentato l’assessore. Bergamo resta la provincia con il maggior numero di casi: 2.136, con un aumento di 321 contagiati.

«Medici e infermieri – ha aggiunto Gallera – stanno rispondendo alla nostra chiamata di darci una mano: dopo il decreto approvato martedì 650 persone del mondo sanitario vogliono essere assunte per combattere questa battaglia, di queste ne abbiamo già valutate oltre 100 e le abbiamo distribuite nelle strutture ospedaliere. Da domani avremo già 100 nuove figure nei presidi ospedalieri che vivono un momento delicato e proseguiremo alla valutazione delle altre 550 candidature pervenute per rimetterle subito negli ospedali».

In giornata era intervenuto anche il presidente Attilio Fontana, al termine della riunione quotidiana con i sindaci dei comuni capoluogo e i presidenti di Anci e Upl con i quali ha esaminato il testo del Decreto approvato dal Governo nella notte: «Si poteva fare di più – ha spiegato –. Dopo un’attenta valutazione del testo del DPCM, anche con i sindaci dei capoluoghi e con Anci, bisogna risolvere alcuni temi ancora irrisolti, a partire dalla sicurezza dei lavoratori impegnati nelle filiere produttive lasciate operative dal decreto. Ci sono degli ambiti che non sono stati presi in considerazione rispetto alle richieste che avevamo mandato a Roma».

Qui la mappa dell’incidenza (contagiati ogni mille abitanti) nella Bergamasca, comune per comune.

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