Coronavirus, medici di famiglia pronti  «Formati per affrontare l’emergenza»

Coronavirus, medici di famiglia pronti
«Formati per affrontare l’emergenza»

Dopo l’istituzione della task force regionale, anche l’Ordine ha recepito le indicazioni del ministero. E intanto anche nelle farmacie vanno a ruba le mascherine.

«I medici di famiglia sono in prima linea, disponibili a fornire tutte le informazioni a pazienti preoccupati e pronti a gestire eventuali casi sospetti». Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Bergamo, assicura che i camici bianchi sono formati per affrontare il Coronavirus e lancia un appello: «Di fronte all’emergere di queste nuove situazioni, è necessario rafforzare ulteriormente le strategie vaccinali e investire sulla rete delle cure primarie del territorio». Oltre ai medici di famiglia, anche il Papa Giovanni è pronto a gestire eventuali casi sospetti: insieme ad altri 16 reparti, fa parte della rete delle malattie infettive regionale. Organizzazione che rientra nella task force per riconoscere e affrontare eventuali casi di Coronavirus in Lombardia.

«Come sempre – commenta Marinoni – i medici di Bergamo sono in prima linea in casi come questo. A Bergamo non sono state rilevate situazioni di emergenza, ma i pazienti chiedono informazioni. Il primo punto di riferimento sono i medici, in particolari i medici di famiglia i quali hanno recepito le indicazioni ministeriali». Tra cui le locandine con i consigli ai viaggiatori internazionali di ritorno dalla Cina. Come si legge dal documento diffuso da Roma, «se nelle due settimane successive al ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattare il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500; indossare una maschera chirurgica se si è in contatto con altre persone; utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente».

Il caso Coronavirus con le preoccupazioni che sta destando, prosegue Marinoni, «assume una connotazione particolare nel nostro territorio perché passiamo dall’emergenza meningite a questa nuova criticità».

Secondo il presidente dell’Ordine dei medici, «ormai i temi legati alle patologie infettive stanno diventando importanti tanto quanto quelli legati alle patologie croniche. Quindi abbiamo un motivo in più per ribadire i commenti già fatti in occasione dei recenti casi di meningite. Siamo convinti che di fronte all’emergere di queste nuove situazioni, sia necessario rinforzare le strategie vaccinali e un maggiore presidio del territorio con strutture di cura primarie».

L’appello dunque è a ulteriori investimenti negli ambulatori: «Solo in pochi casi – evidenzia - sono strutturati con più medici, infermieri e personale amministrativo. Per far fronte a situazioni più critiche è necessario che siano più organizzati. Basti pensare a una situazione non emergenziale, come la vaccinazione in co-pagamento, soluzione utile per evitare ai pazienti di recarsi negli ex distretti. Un medico da solo non può gestire tutte le incombenze, anche burocratiche. Ha bisogno di un supporto organizzativo». Secondo Marinoni «è necessario anche sviluppare i servizi di igiene pubblica del territorio e avere un punto di riferimento programmatorio regionale». Il presidente dell’ordine provinciale, nel territorio orobico, assicura che non c’è alcuna psicosi: «Sarebbe immotivata, ma sicuramente c’è preoccupazione. Questa, come altre situazioni, non vanno comunque sottovalutate. Sono emergenze che rischiano in futuro di presentarsi in modo evidente. E, anche se non è questo il caso, ricordiamoci anche gli effetti dell’uso scorretto degli antibiotici. Dobbiamo aspettarci in futuro un aumento alla resistenza degli antibiotici».

Intanto è ufficialmente operativa la task force per riconoscere e affrontare eventuali casi di Coronavirus in Lombardia, con tre laboratori dove potranno essere trasmessi i campioni da analizzare (Università di Milano; Policlinico San Matteo di Pavia; Asst Fatebenefratelli Sacco) e 17 reparti di malattie infettive di riferimento. Tra questi il dipartimento dell’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni di Bergamo, diretta da Marco Rizzi. La rete delle malattie infettive ospedaliere è il punto di riferimento per la gestione e il ricovero di eventuali casi sospetti.


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