Da settembre la Ovet riparte in sicurezza per la Terra Santa
Kalanit Goren Perry ed Enrico Brignoli (Foto by Bedolis)

Da settembre la Ovet riparte in sicurezza per la Terra Santa

Convegno con l’Ente del Turismo israeliano in Italia: nel Paese si entra solo con tour operator.

Le condizioni per tornare a viaggiare in Israele, tra i primissimi Paesi al mondo ad aver vaccinato quasi la totalità dei suoi 10 milioni di abitanti già quest’inverno, ormai ci sono. Tuttavia resta ancora un po’ di prudenza a causa del diffondersi della variante Delta, che nelle ultime settimane ha frenato le prenotazioni anche per Paesi dell’Unione Europea, come Spagna e Grecia. In Israele, e dunque in Terra Santa, si tornerà però molto presto, già a settembre, quando sono in programma le prime partenze di gruppo dalla nostra città.

Ieri pomeriggio la Ovet Viaggi, insieme all’Ente del Turismo israeliano in Italia, ha organizzato un convegno per promuovere proprio le mete di villeggiatura in Israele, «tra natura e spiritualità». «Il nostro – ha detto Kalanit Goren Perry, consigliere per gli Affari turistici dell’Ambasciata di Israele in Italia – è un Paese che ha fatto della sicurezza dei suoi cittadini e dei turisti un valore aggiunto. La maggior parte dei residenti a partire dai 12 anni è vaccinata e la situazione a livello sanitario è assolutamente sotto controllo. Per questo da tempo ci siamo organizzati per accogliere di nuovo i turisti».

Il Paese è tornato ad aprirsi a visitatori e pellegrini il 23 maggio, seppure ad alcune condizioni: per partire serve aver completato il percorso vaccinale, ma anche un tampone negativo prima d’imbarcarsi e, soprattutto, bisogna far parte di un viaggio organizzato da un tour operator. Il Paese, infatti, non accetta ancora visitatori stranieri singoli, in quanto più difficili da tracciare. Una volta arrivati in aeroporto a Tel Aviv, è necessario anche sottoporsi a un altro tampone rapido, prima di essere liberi di circolare.

Gli ultimi bergamaschi sono partiti per il Paese della Terra Santa a febbraio del 2020: dopo lo scoppio della pandemia, Israele è rimasto chiuso fino a due mesi fa. I primi a tornarci, lo faranno a settembre. «Avevamo richieste anche per agosto – spiega Enrico Brignoli, direttore di Ovet Viaggi –, ma questa situazione incerta ci ha spinto a spostarli dopo l’estate, anche per capire quale sarà l’evoluzione della variante Delta». Sono 1.500 i turisti che ogni anno partono con i viaggi organizzati dalla Ovet alla volta della Terra Santa. «Israele è un Paese che raccoglie anche tanta storia e archeologia – dice ancora Brignoli –. Parliamo di uno Stato piccolo, che con spostamenti di breve durata consente di visitare città moderne, storiche e altri luoghi interessanti fuori dagli itinerari turistici».

In attesa di poter tornare a viaggiare in Israele, oggi ancora la maggior parte dei bergamaschi sceglie per le proprie vacanze le mete italiane. «Il nostro è visto ancora come un Paese sicuro per le vacanze – conclude Brignoli –. Le mete preferite restano la Toscana, la Puglia, la Calabria e le Isole maggiori, ma anche la Basilicata e l’Umbria. Viceversa, abbiamo notato un rallentamento nelle prenotazioni per l’estero, ma chi ha optato per altri Paesi, al momento, non ha avuto alcun problema».


© RIPRODUZIONE RISERVATA