Dall’incubo dello schianto alla rinascita Il percorso con papà è un inno alla vita

Dall’incubo dello schianto alla rinascita
Il percorso con papà è un inno alla vita

Samuel Pelliccioli, traumatizzato cranico senza speranze è riuscito a recuperare. Il padre: «Un prodigio».

Sulla scrivania alcuni faldoni pieni zeppi di richieste di aiuto. Centinaia di lettere, spesso scritte in preda alla disperazione, raccolte un poco ovunque, tra mensole, librerie, cartoni, nello studio ricavato nel seminterrato di casa, una bella villa a schiera di una tranquilla zona residenziale di Pedrengo. Stefano Pelliccioli, 69enne con un passato da tecnico dell’Enel, mentre sfoglia e ci spiega cosa significa avere un figlio colpito da una grave cerebrolesione acquisita (Gca), di quelle richieste arrivate da tutta Italia conosce tutto: volti, storie, dolori e speranze. Stefano è il papà di Samuel, 43enne con una vita a metà. La prima, durata 22 anni, passata come tutti i bambini diventati ragazzi e poi adulti. La seconda, durata 21 anni e che ci porta ai giorni nostri, ben diversa. Era il 16 febbraio del 1996 quando la vita del giovane in un istante si ribalta drammaticamente. Mentre in sella alla sua adorata Yamaha sta andando a Bergamo al lavoro, un’improvvisa congestione gli fa perdere i sensi e il controllo del mezzo. Il corpo viene scaraventato sull’asfalto per quindici interminabili metri e, nonostante il casco (allora non obbligatorio) che portava sempre, pur senza perdere una goccia di sangue Samuel riporta lesioni gravissime alla testa.

Samuel Pelliccioli

Samuel Pelliccioli

Per seguirlo meglio, papà Stefano si licenzia dall’Enel, e nei tre anni di disoccupazione che lo separano dalla pensione inizia una spasmodica ricerca e un tour in giro per l’Italia per entrare nei centri specializzati che danno, un pezzettino alla volta, nuove speranze al figlio: il San Giorgio a Ferrara, l’Istituto Cardinal Ferrari a Fontanellato (Parma), il centro Città di Brescia, il Santa Lucia a Venezia, infine il Centro Puzzle a Torino, seguiti dalla dottoressa Maria Zettin. Tra una trasferta e l’altra, il centro di Mozzo (l’attuale responsabile è il dottor Guido Molinero), è sempre il punto di riferimento di Samuel. L’ex tecnico Enel è diventato un vitale punto di riferimento per migliaia di famiglie italiane. Con altri genitori ha fondato l’associazione «Amici di Samuel» (circa 750 soci e una ventina di volontari), che aderisce alla Federazione nazionale Traumi cranici (di cui Pelliccioli è vicepresidente); ha vinto il primo bando di concorso della Regione Lombardia sugli incidenti stradali, davanti a ben 72 progetti arrivati da tutta Italia. A Bruxelles ha presentato il progetto Forte (For one return the existance – Per un ritorno alla vita) che ha avuto la nomination al premio europeo Silver Awards Roses dedicato alle iniziative che si distinguono nel mondo per la giustizia sociale e la solidarietà.

Samuel è protagonista di una storia prodigiosa. Un cammino straordinario ma sempre insidioso, perché tutto quello che ha acquisito in 21 anni di terapie continuative è sempre a rischio. Per questo è stato di recente alla Clinica di San Pellegrino (dottoressa Maria Grazia Inzaghi) ed è appena tornato dal Centro Puzzle di Torino proprio per combattere un inizio di regressione caratteriale e di perdita della memoria. La lotta di Samuel e del suo papà «speciale» quindi continua. Ma per lui, che la morte l’ha incrociata e superata, nulla fa più paura. Informazioni sul sito www.amicidisamuel.it. Per ottenere il dvd live «Samuel dal coma alla vita» o il libro «Domani si parte…» che narra una storia di morte divenuta un inno alla vita, telefonare al 320.1625430 o inviare una email a [email protected]


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