Dall’orologio di platino al servizio da tè Pienone all’asta, è caccia all’affare
A battere l’asta la direttrice dell’Istituto vendite giudiziarie, Maria Elvira Caldara

Dall’orologio di platino al servizio da tè
Pienone all’asta, è caccia all’affare

All’incanto, a prezzi vantaggiosi, merce confiscata, mai ritirata o smarrita. A ruba abiti, telefonini, argenteria e persino pezzi di ricambio.

Oltre duecento persone hanno affollato l’Istituto vendite giudiziarie di via Mai, a Bergamo, per la maxi-asta doganale: all’incanto a prezzi vantaggiosi la merce confiscata alla Dogana, prodotti ordinati tramite corriere e mai ritirati oppure semplicemente effetti personali dimenticati all’aeroporto. In tutto 67 lotti: dai capi d’abbigliamento agli orologi, passando per argenteria, telefonini, pezzi di ricambio, perfino pneumatici. «Facciamo vendite giudiziarie tutti i venerdì – spiega la direttrice dell’istituto, Maria Elvira Caldara – con una percentuale di acquisto pari al 90 per cento. Ma questa non è un’asta qualsiasi. L’ultima vendita di oggetti doganali è stata fatta nel 2013 e oggi ci ritroviamo con oltre 200 oggetti da battere».

Il pezzo più costoso venduto è stato un orologio in platino: all’asta a 3.000 euro è stato aggiudicato dopo una lunga battaglia a 4.200. Fra i lotti più contesi quello che propone pezzi di ricambio da modellismo, si parte da 50 euro. Alla fine, un paio d’ore in tutto, è stato battuto il 95 per cento della mercanzia.


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