Debiti e ritardi record per lo Stato  Ma ci sono casi virtuosi, anche a Bergamo

Debiti e ritardi record per lo Stato
Ma ci sono casi virtuosi, anche a Bergamo

Lo Stato non paga o paga in ritardo. I dati pubblicati dalla Cgia di Mestre, che monitora costantemente i debiti della pubblica amministrazione, sono chiarissimi: 65 miliardi di euro che l’Italia deve alle aziende da cui si fornisce.

34 sono riconducibili a ritardi di pagamenti, altri 31 invece di natura fisiologica, ovvero legati ai tempi di pagamento contrattuali. Quella italiana è una situazione grave e unica in tutta Europa: «Secondo Intrum Justitia, che monitora annualmente i ritardi di pagamento di tutte le Pa d’Europa, l’Italia rimane fanalino di coda nella graduatoria dei 27 paesi Ue – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - con un tempo medio di pagamento registrato quest’anno di 131 giorni. Un arco temporale più che doppio rispetto al limite fissato da Bruxelles. In altre parole, a differenza di quanto sostiene la Banca d’Italia, noi riteniamo che anche una buona parte di questi 31 miliardi di euro siano ascrivibili alla cattiva abitudine della nostra Pa di pagare con grave ritardo i propri fornitori». E a confermare le difficoltà in cui versano le imprese che lavorano per la nostra Pa va ricordato che la Commissione Ue non ha ancora «ritirato» la procedura d’infrazione avviata nel giugno del 2014 nei confronti dell’Italia a seguito della non corretta applicazione della direttiva Ue. La nostra Pubblica amministrazione, infatti, è stata accusata di saldare i conti con grave ritardo e non come previsto dalle regole Ue entro i 30-60 giorni dall’emissione della fattura.

Nel disastro complessivo, che ogni anno rischia di far fallire migliaia di aziende, svettano realtà virtuose: Comuni o enti pubblici che riescono a pagare i propri fornitori con tempi ristretti, perfino prima delle scadenze pattuite. Tra i 500 casi segnalati nell’ultimo report del ministero delle Finanze (dati fino al 31 dicembre 2015) ci sono anche alcuni bergamaschi. Il Comune di Cene, ad esempio, ha pagato oltre mille fatture con un tempo medio di 13 giorni. San Pellegrino Terme 16 giorni e l’Università degli Studi di Bergamo 17. Anche Azzano San Paolo è tra gli enti virtuosi: 23 giorni per saldare i conti con i fornitori così come il Comune di Zogno, mentre Seriate 24 giorni e Nembro 26.


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