Diabete, tanti bergamaschi ne soffrono E aumentano i casi tra i giovani

Diabete, tanti bergamaschi ne soffrono
E aumentano i casi tra i giovani

Sono oltre 50mila i bergamaschi che soffrono di diabete, di questi 2.000 circa colpiti dalla forma autoimmune (che costringe all’assunzione perenne e controllata di insulina), tutti gli altri soffrono di diabete 2, ovvero quella forma legata anche alla scorretta alimentazione, alla vita sedentaria e alle complicanze dovute all’età.

«Quello dei 50mila malati non è il numero complessivo, perché questa patologia, purtroppo, è silente e va calcolato almeno un 30% in più di abitanti che soffre di diabete ma non lo sa – afferma Roberto Trevisan, direttore dell’Unità di Malattie endocrine-Diabetologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo –. Non solo: assistiamo a un aumento costante dei casi di diabete di tipo 2 in soggetti sotto i 30 anni. E, per cause non ancora chiare, probabilmente per variabili ambientali, assistiamo a esiti sempre più precoci anche della forma autoimmune: ora abbiamo pazienti sotto i due anni d’età».

Il quadro, per i prossimi anni, in particolare per il diabete 2 (sul quale la medicina evidenzia che bisogna prestare estrema attenzione alla «familiarità») non è incoraggiante: se a oggi si calcola che in Italia abbiano questo tipo di diabete 3 milioni di persone e siano curate, che un altro milione ce l’ha ma non lo sa e che 2,6 milioni hanno difficoltà a mantenere la glicemia nella norma, si stima che nel 2030 le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

Colpite da una malattia cronica che se non curata ha pesantissime complicanze (alla vista, all’apparato circolatorio, al sistema neurologico). «Risulta chiarissimo, nel caso del diabete 2, che la prevenzione o meglio l’educazione alimentare e l’attività fisica sono fondamentali – rimarca Trevisan –. Abbiamo vissuto in questi ultimi mesi, con Expo, un lungo periodo di attenzione alta sul cibo: mangiare in modo corretto deve diventare una regola di vita. La dieta mediterranea, ovvero olio di oliva, fibre, frutta, verdura, pochi carboidrati complessi e pochissimi grassi animali ma tanto pesce, è il miglior fattore protettivo contro il diabete. Certo, a un corretto regime alimentare va abbinata una costante attività fisica».

Intanto, da venerdì fino a domenica, per tenere alta l’attenzione sul diabete, dalle 18 a mezzanotte Porta San Giacomo in Città Alta sarà illuminata di blu.


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 13 novembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA