Dieselgate, l’Europarlamento vara la commissione d’inchiesta

Dieselgate, l’Europarlamento
vara la commissione d’inchiesta

Al via la commissione d’inchiesta dell’Europarlamento sul «Dieselgate», che dovrà indagare sia sulla violazione delle regole Ue sulle emissioni da parte dei produttori auto che sulle presunte carenze degli stati membri e della Commissione Ue nel farle rispettare. L’Aula di Strasburgo ne ha definito il mandato e nominato i 45 membri, tra cui figurano tre italiani: Massimiliano Salini, (Ppe/Forza Italia), Massimo Paolucci, (S&d/Pd), ed Eleonora Evi (Efdd/M5S).

I costruttori auto europei dell’Acea ribadiscono di essere favorevoli ai nuovi test sulle emissioni sia di CO2 che di NOx, chiedono però di armonizzare le due legislazioni, che al momento procedono separatamente, in particolare le date di entrata in vigore. La commissione dell’Eurocamera - che si riunirà per la prima volta a febbraio per nominare presidente e co-presidenti - è chiamata ad appurare le eventuali inadempienze della Commissione Ue e dei 28 nel far rispettare le norme comunitarie relative ai cicli di prova che verificano i livelli di emissioni, nel mettere in atto misure appropriate di sorveglianza e nella introduzione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le violazioni. E, quindi, se Bruxelles abbia ritardato l’introduzione dei nuovi test in condizioni di guida reali.

Altro punto quello delle informazioni: la commissione d’inchiesta dovrà verificare se l’esecutivo europeo e i governi sapessero già dell’uso del software per «truccare» le emissioni, vietato dalle norme Ue dal 2007, e se hanno preso misure adeguate per garantirne il rispetto. Entro sei mesi dall’inizio dei lavori, la commissione d’inchiesta presenterà una relazione intermedia e, entro dodici mesi, quella finale. «Non ci sono dubbi che in Europa abbiamo bisogno di nuovi test, ma regolamenti importanti sulla CO2, emissioni e test continuano a essere portati avanti separatamente, senza prendere in considerazione interconnessioni importanti», ha criticato il presidente dell’Acea e ceo di Daimler Dieter Zetscher. «Un piccolo passo avanti verso una migliore regolamentazione – ha quindi chiesto – sarebbe semplicemente armonizzare le date di introduzione in modo ragionevole» dei test sulla CO2 (Wltp) e quelli sui NOx (Rde), perché l’industria auto, ha ribadito, «accetta pienamente» responsabilità e impegni.


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