Difende una donna in Malpensata
Picchiato dal molestatore: è gravissimo

È successo domenica sera: una donna stava chiedendo informazioni per sapere dove trovare un bed and breakfast ed è scaturita una lite con una persona in pericolo di vita.

Difende una donna in Malpensata Picchiato dal molestatore: è gravissimo

«Scusate, ragazzi: sapreste dirmi dove si trova questo bed and breakfast?». Una semplice richiesta di informazioni, quella di una donna appena giunta a Bergamo da Roma, rivolta domenica sera a un gruppo di cinque ragazzi nei pressi del parcheggio della Malpensata, all’angolo tra via Don Bosco e via Carnovali.

Ma, invece che ottenere le informazioni richieste, la turista si è vista ricoperta di una serie di insulti gratuiti, pronunciati dai cinque ragazzi, in evidente stato di ebbrezza.

Alla reazione del gruppetto ha assistito, per caso, un milanese di 37 anni, da qualche tempo ospite del dormitorio del Galgario. Quest’ultimo non ci ha pensato due volte nel difendere la turista: così si è ritrovato malmenato dal gruppetto di ragazzi, uno dei quali ha rotto una bottiglia e lo ha sfregiato, colpendolo anche con un pugno in pieno volto e facendolo cadere a terra. Ora il milanese ferito è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

La violenta aggressione attorno alle 21,45 di domenica. Un quarto d’ora più tardi una volante della questura è riuscita a rintracciare – anche grazie alla testimonianza e alla dettagliata descrizione degli aggressori fornita dalla turista romana (che si era inizialmente allontanata, vista la lite in corso, ma che è poi tornata sul posto all’arrivo della polizia) – i cinque presunti aggressori, uno dei quali è stato arrestato e gli altri quattro denunciati a piede libero. Il gruppetto, ancora sotto l’effetto dell’alcol, aveva raggiunto via Quarenghi, passando per via Bonomelli dove – è stato poi appurato dalla stessa polizia – aveva dato fastidio anche a una coppia di passanti, pure insultati.

L’uomo che avrebbe sferrato il pugno al milanese è un senegalese di 27 anni, P. S. D., residente in città e già noto alle forze dell’ordine per risse e altri episodi di lesioni. Inizialmente accusato di tentato omicidio, il reato gli è stato poi derubricato nelle lesioni gravi. In tasca aveva anche un coltellino, che ha consegnato spontaneamente alla polizia. Devono invece rispondere (a piede libero) di lesioni, violenza e ubriachezza molesta i suoi quattro presunti complici: tra loro c’è anche un ventenne italiano incensurato, e poi un ventiduenne dell’Ecuador, un ventiquattrenne della Bolivia e un ventitreenne nordafricano (questi ultimi tre erano già noti alle forze dell’ordine).

Nel frattempo il trentasettenne aggredito, rimasto a terra privo di conoscenza anche per via di una copiosa perdita di sangue dalla testa, è stato soccorso dal personale del 118, che ha inviato alla Malpensata l’automedica e l’ambulanza. Ora, come detto, è in prognosi riservata e i medici non si sbilanciano sulle sue possibilità di ripresa, proprio per via del violento trauma cranico subito.

Quanto all’aggressore, in questura aveva ammesso le proprie responsabilità ai poliziotti della Squadra volante. Lunedì è stato processato per direttissima in tribunale, assistito dall’avvocato Matteo Bianchetti: il processo è stato poi rinviato al prossimo 11 gennaio. Lo stato di salute della vittima peserà sul procedimento che potrebbe diventare, in caso di peggioramento delle condizioni di salute, non più di competenza del giudice monocratico ma del tribunale in composizione collegiale.

Sapute le condizioni in cui versava in ospedale il milanese ferito, mentre si trovava in tribunale il giovane arrestato ha iniziato a manifestare preoccupazione. Ma, nonostante l’ammissione resa ai poliziotti la sera precedente, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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