Perù, don Sandro Dordi è Beato «Speranza per gli ultimi» - Foto e video
Il vescovo Francesco Beschi con monsignor Scarpellini

Perù, don Sandro Dordi è Beato
«Speranza per gli ultimi» - Foto e video

Sabato 5 dicembre a Chimbote, in Perù, la beatificazione di don Sandro Dordi, missionario originario della parrocchia di Gromo San Marino. Il cardinale Amato durante la celebrazione lo ha definito «un martire della carità». Delegazione bergamasca con il vescovo Francesco Beschi: «Don Sandro è partito da Bergamo per il Perù per stare vicino al popolo e quando ha sentito forte il pericolo non è scappato, è stato con la gente».

«Proclamiamo beati i tre martiri della fede e della carità. Il loro sacrificio fino alla morte è segno di fede nel Signore, carità verso i più deboli, fedeltà alla vocazione cristiana e missionaria della Chiesa. Con loro il male si è trasformato in un messaggio di bene e speranza». Queste le parole del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per la causa dei santi, che nel pomeriggio di sabato 5 dicembre ha presieduto la cerimonia di beatificazione di don Sandro Dordi e dei due francescani ammazzati nel 1991 da Sendero Luminoso (i polacchi Michele Tomaszek e Sbigneo Strazalkowski).

Lo scoprimento dell’immagine dei beati e la lettura della lettera apostolica di Papa Francesco

Lo scoprimento dell’immagine dei beati e la lettura della lettera apostolica di Papa Francesco

«Don Sandro – ha poi spiegato il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, presidente della commissione episcopale per la evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese della Cei - è partito dalla Comunità dei preti del Paradiso e nella missione è tornato al Paradiso. Questo è un motivo di speranza per tutti noi».

«Don Dordi - ha aggiunto - è partito da Bergamo per il Perù per stare vicino al popolo e quando ha sentito forte il pericolo non è scappato, è stato con la gente. Essere vicini agli ultimi può costare la vita. Qui c’è l’esempio di comunione tra le Chiese in prospettiva missionaria. I tre martiri hanno servito il Vangelo e sono martiri di speranza».

Allo stadio di Chimbote 30 mila persone e misure di sicurezza imponenti, anche perché oltre a centinaia di sacerdoti provenienti da vari Paesi del mondo e migliaia di persone, hanno partecipato anche il presidente del Perù, Ollanta Humala, il primo ministro Pedro Cateriano e altri 4 ministri, l’ambasciatore d’Italia a Lima, Mauro Marsili e quello di Polonia.

L’arrivo del vescovo

L’arrivo del vescovo

Nutrita anche la presenza bergamasca: sono giunti da Bergamo con il vescovo Beschi anche il segretario, monsignor Giampietro Masseroli, il vicario episcopale, monsignor Vittorio Nozza e il parroco di Gromo San Marino e Gandellino, don Ruben Capovilla.

Dalla Val Seriana e dai luoghi di origine di don Dordi, sono giunti qui anche il sindaco di Gandellino, Flora Fiorina, alcuni parenti e amici di don Sandro. Presenti anche alcuni fedeli delle comunità di Taglio di Donada nel Polesine e di Le Locle in Svizzera dove don Dordi prestò servizio come prete della Comunità del Paradiso prima di partire per il Perù.

Dalla vicina Bolivia sono giunti poi una dozzina di missionari e laici. Ieri è stato inaugurato il monumento ai martiri di Chimbote. Don Sandro e i due francescani polacchi infatti sono i primi martiri del Perù. A febbraio Papa Francesco ha promulgato il decreto del «Martirio in odio alla fede». Nella stessa occasione Bergoglio ha anche approvato il martirio dell’arcivescovo di San Salvador, Oscar Arnulfo Romero Galdamez, trucidato nel 1980 mentre celebrava la Messa. Monsignor Romero è stato poi proclamato beato il 23 maggio. 


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