Donati, il paladino antidoping
e la vicenda di Alex Schwazer

Il consulente Alessandro Donati, protagonista suo malgrado della vicenda del marciatore italiano ha risposto alle domande del pubblico e degli studenti.

Doping, una piaga dello sport sempre più diffusa nella ricerca spasmodica del risultato a tutti i costi. Una pratica illegale capace di rovinare salute e carriere di tanti atleti, oltre all’immagine e alla credibilità di intere discipline. Questi i temi della serata che si è tenuta venerdì a Romano sul doping nello sport. Con la testimonianza di Alessandro Donati, consulente dell’ Agenzia Mondiale antidoping. Un impegno, quello di Donati, che gli ha creato anche diversi problemi: «Tanta gente mi segue con affetto, ma c’è anche tanto odio». Infatti il doping nello sport, anche a livello amatoriale, è un fenomeno serio e che muove interessi di varia natura.

Dal 2013 ad oggi Alessandro Donati ha partecipato a quasi 350 incontri su questa tematica per cui è stato pubblicato anche un libro. A Romano ha parlato della sua esperienza e della sua battaglia contro il doping. Impegno che porta avanti nelle scuole e con i giovani che fanno sport. Alessandro Donati si è speso in prima persona nella difesa del marciatore Alex Schwazer di cui è allenatore dal 2016, dopo il suo rientro nelle competizioni a seguito di squalifica per doping. Una vicenda, quella del marciatore, caratterizzata da un intricato dedalo di analisi e contro analisi, di laboratori e di provette. Che ha visto l’intervento anche della magistratura italiana e tedesca e del laboratorio dei Ris dei carabinieri di Parma.

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