Dove sorgerà la moschea? Tre ipotesi, lontana dalle case

Dove sorgerà la moschea?
Tre ipotesi, lontana dalle case

Dove sorgerà la moschea? Il Comune non ha ancora dato un’indicazione chiara dell’area in cui costruire il centro di culto.

Sono tre le ipotesi sul tavolo di Palazzo Frizzoni e non c’è ancora nessuna decisione ufficiale né spifferi su dove potrebbe planare. La volontà di Gori e della sua Giunta è di portare avanti velocemente (legge anti-moschea permettendo...) l’iter per la realizzazione di un centro di culto islamico in città, ma il tema è delicato e le bocche restano cucite sulle possibili destinazioni. «Dovrà sorgere in un luogo controllabile, raggiungibile, dovrà avere parcheggi adeguati e dovrà essere posta al di fuori degli insediamenti dei quartieri» si è limitato a spiegare l’assessore Giacomo Angeloni, che in questi mesi ha tenuto i rapporti con la comunità islamica.

Il ragionamento è semplice: non si vogliono creare allarmismi tra i cittadini, nei quartieri, e allo stesso tempo non si vuole prestare il fianco a ulteriori polemiche politiche. La moschea sarà fuori da insediamenti abitativi quindi, lontano dalle case, su un’area già edificata. Il tesoriere dell’Ucoi (Unione delle comunità islamiche d’Italia) Ibrahim Mohamed ha detto al nostro giornale che «il centro di via Cenisio sta valutando un terreno da 10 mila metri quadrati in un’altra parte della città», una soluzione diversa rispetto a via San Fermo dove sono scattati i sigilli.

Soluzione che comunque, al di là dei proclami, dovrà essere condivisa con il Comune con cui in questi mesi si è avviato un confronto sulla scelta del luogo ideale. Si punta su un’area già edificata dunque, ex capannoni o insediamenti industriali. Con Bruni si era parlato dell’ex centro servizi delle Finanze tra Bergamo e Azzano, previsione poi bocciata dal centrodestra.

Con Gori è spuntata l’ipotesi del centro Galassia in via Zanica, soluzione risultata incompatibile con il piano di rischi aeroportuale. L’obiettivo del Comune è evitare disagi e problemi di convivenza con gli abitanti, come è successo in passato, per esempio in via Cabrini.


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