È boom dei «paperoni» Ma i poveri restano poveri

È boom dei «paperoni»
Ma i poveri restano poveri

La fotografia della ricchezza nei dati dell’Agenzia delle entrate. Balzo degli «over» 120 mila euro: più 125%. Fasce deboli in calo solo del 25%.

La parabola, lunga oltre 15 anni, traccia un arco positivo. Dal 2000 al 2016 - dall’economia dinamica d’inizio millennio agli anni duri della crisi -, l’orientamento complessivo è di crescita, ma a due velocità e ben distinte. Questa la fotografia dei redditi dei bergamaschi, scattata nel dettaglio secondo diverse fasce e con una profondità che scava i dati dei singoli Comuni. La fonte è quella dell’Agenzia delle Entrate, che ha messo a disposizione un database con tutto ciò che emerge dai «730», partendo dall’anno d’imposta 2000 e arrivando all’anno d’imposta 2016 (cioè quanto si ricava dalle dichiarazioni presentate nel 2017).

Ne esce una trasformazione profonda: i bergamaschi con redditi bassi si sono ridotti, ma a un ritmo non troppo rapido, soprattutto negli anni più difficili per l’economia; i redditi alti, invece, sono decollati ben più velocemente. Il dato che più salta all’occhio riguarda chi dichiara più di 120 mila euro l’anno, i «paperoni» della Bergamasca che erano 2.825 nel 2000 e sono diventati 6.376 nel 2016: un aumento di 3.551 unità, un raddoppio abbondante, un incremento del 125,7%.In testa, per questioni numeriche, ci sono ovviamente i due centri più popolosi, con 2.077 paperoni a Bergamo città e 256 a Treviglio, ma subito dopo c’è l’hinterland: 134 a Mozzo, 123 a Gorle, 121 a Seriate; bene anche Scanzorosciate, che con 89 cittadini oltre i 120 mila euro di reddito si piazza subito dopo Dalmine (119) e Albino (103), mentre la top ten è chiusa da Sarnico (81) e Alzano Lombardo (80).

Il vero boom, in realtà, è nei redditi medi e medio-alti, quelli da 26 mila a 55 mila euro, un range piuttosto ampio e variegato ma comunque indicativo: da inizio millennio sono quasi triplicati i contribuenti bergamaschi inseriti in questa fascia, passati dalle 62.181 unità del 2000 alle 178.261 del 2016 (+116.080 unità, +186,68%).


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