È tornata l’influenza «cinese» Boom di accessi al pronto soccorso
È l’anno dell’influenza «cinese»: i bambini sono tra i soggetti più a rischio

È tornata l’influenza «cinese»
Boom di accessi al pronto soccorso

In Bergamasca sono 240 mila i soggetti a rischio. Il picco è atteso dopo le feste. Ma per l’ospedale Papa Giovanni sono state giornate da bollino nero.

È arrivata, anzi, è tornata: puntuale, come sempre, l’influenza ha fatto la sua comparsa e quest’anno promette di essere particolarmente severa, come lo era stata tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Il virus è, infatti, una vecchia conoscenza. Ritorna, infatti, la «cinese», considerata una delle forme influenzali più forti. Il picco del contagio è atteso al termine delle feste, con il rientro a scuola degli studenti. Se la stagione 2015/2016 è stata considerata mite dagli esperti, con circa 5 milioni di italiani finiti a letto con febbre, tosse e dolori articolari, per i prossimi mesi sono attesi numeri ben più alti, tra i 6-7 milioni di malati. E in Bergamasca sono 240 mila i soggetti a rischio: 200 mila over 65 e 40 mila tra bambini e persone affette da malattie croniche.

Intanto all’ospedale Papa Giovanni sono state giornate da bollino nero: nel corso delle festività il pronto soccorso della struttura cittadina ha registrato un boom di accessi con incrementi fino al 32% rispetto alla media e attese fino a dieci ore. Il sovraffollamento, avuto alla vigilia, il giorno di Natale, Santo Stefano e anche il 27 dicembre, è da attribuirsi non tanto ai codici rossi o gialli, quelli cioè assegnati a pazienti in condizioni critiche e quindi realmente bisognosi delle cure degli specialisti, quanto ai codici verdi o bianchi, ossia quelli relativi a casi non urgenti, trattabili dalla guardia medica o addirittura dal medico di base alla riapertura degli studi. «La chiusura degli ambulatori – commenta Roberto Cosentini, direttore del Ps – insieme all’arrivo dell’influenza sono la causa principale dell’iperaffluenza».


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