Equitalia, gli sportelli sono nel caos «Code, confusione e 2 ore di attesa»

Equitalia, gli sportelli sono nel caos
«Code, confusione e 2 ore di attesa»

La denuncia del sindacato First Cisl: «La rottamazione della società ha lasciato il personale in balia degli eventi e delle arrabbiature dell’utenza».

«È ora che si ammetta che lo sfascio degli sportelli di Equitalia è conseguenza della negligenza e dell’imperizia di coloro che stanno al vertice e non della base che tutti i giorni e ormai da mesi si impegna per sopperire alle carenze gestionali». La segreteria First Cisl di Bergamo non usa mezze misure per stigmatizzare comportamenti e linee organizzative della dirigenza di Equitalia: l’agenzia incaricata di riscuotere le tasse per il governo, secondo i “bancari” della Cisl di Bergamo, ha lasciato ogni sportello in balia degli eventi e, soprattutto, delle arrabbiature dell’utenza.

Code infinite di contribuenti agli sportelli, con attese in media di 2 ore per essere serviti, gente fuori dai locali dell’azienda, che distribuisce volantini ambigui sull’operato dei lavoratori all’interno, ed infine i lavoratori allo sportello, esausti, demotivati e arrabbiati per la difficoltà di utilizzo degli applicativi messi a disposizione dell’azienda. «Applicativi che, ad oggi, risultano essere incompleti e funzionanti a singhiozzo». Inoltre, informano dalla First, ci sono anche le «Trottole di Equitalia», ovvero colleghe e colleghi chiamati a supporto, usati appunto come trottole, che vagano dai loro uffici agli sportelli, a tutte le ore e tutti i giorni, senza la possibilità di una programmazione lavorativa degna di tale nome. «Ormai chi è allo sportello non mangia più nell’ora di pausa pranzo - denuncia un sindacalista interno- e la mancata organizzazione rischia ogni giorno di complicare ulteriormente ogni attività».

Solo pochi giorni fa, l’azienda ha fatto apporre dei «cartellini al pubblico» con cui si avvisava la possibilità che le macchinette “elimina code” smettessero di erogare i biglietti. In una situazione normane si sarebbe fatto inserire «nel decreto per la “rottamazione” di Equitalia, la trasmissione telematica della sanatoria, almeno per le partite Iva. Avrebbe poi fatto, eventualmente, utilizzare per l’inserimento l’estratto conto online, debitamente modificato (che avrebbe consentito di “flaggare” con il mouse) le cartelle oggetto della richiesta e di non inserire manualmente e senza controllo sull’input i numeri delle cartelle».

Ma, si sa, chi deve decidere non lavora allo sportello - prosegue il sindacato - e le decisioni spesso cozzano contro la logica del lavoro. Eppure, nel solo 2015, con 90 dipendenti su 5 filiali, gli agenti Equitalia a Bergamo hanno recuperato oltre 140 milioni di euro di tasse o multe non pagate per conto di enti pubblici della provincia. «Chi ha sbagliato deve pagare – insiste la segreteria First Cisl -. Deve scontare il disagio di 8.000 dipendenti che tutti i giorni fanno i conti con l’impreparazione e l’approssimazione di chi prende decisioni, non solo per quanto riguarda il problema degli sportelli, ma anche negli altri uffici. Dove le problematiche lavorative non vengono risolte, ma scaricate dai vertici aziendali verso il basso con e-mail nelle quali ci si preoccupa più del salvare il proprio “io” piuttosto che dare delle soluzioni con prese di responsabilità. E, per concludere, il tempo passa e, ad oggi, non c’è ancora un incontro con l’azienda per discutere il Ccnl di questa categoria che, in questi anni, è stata attaccata dai giornali, dalla politica e dai contribuenti. Ma che, nonostante questo, tutti i giorni ci mette la faccia e la propria esperienza ultraventennale riscuotendo le tasse che servono per mandare avanti questo Paese».


© RIPRODUZIONE RISERVATA