«Era Moro il Marcello
di quell’intercettazione»

L’immobiliarista Fiorini è comparso in aula come testimone al processo contro l’ex assessore comunale Marcello Moro ed è stato interpellato su un’intercettazione telefonica.

«Era Moro il Marcello di quell’intercettazione»
Marcello Moro

È lui l’uomo del «Marcello», l’interlocutore di Pierluca Locatelli nella famosa telefonata intercettata dagli inquirenti il 19 novembre 2011, al termine dell’inaugurazione della nuova struttura della scuola Imiberg. «Hai dato i soldi a Marcello?». «No». «Daglieli, perché quello è vendicativo». Francesco Fiorini, 75 anni, titolare della Edilprogram di Bergamo, finora in quest’inchiesta era rimasto una voce al cellulare. Giovedì 9 giugno l’immobiliarista è comparso in aula come testimone al processo contro l’ex assessore comunale Marcello Moro, alla sbarra (mai presentatosi finora, è negli Usa dove gestisce un’attività di trasporti in elicottero) per corruzione, finanziamento illecito dei partiti e abuso d’ufficio. Quel 19 novembre di 5 anni fa i due imprenditori accennavano ai 50 mila euro che per il pm Giancarlo Mancusi rappresentano la tangente dovuta da Locatelli per accelerare il pagamento per i lavori a Sant’Agostino e che invece Moro nega di aver mai preteso. «Locatelli faceva parecchi lavori per le nostre società - ha raccontato Fiorini - e di tanto in tanto veniva da me a battere cassa. Mi diceva: “Porca miseria, devo pagare qui e pagare là, anticipami qualcosa”. Ricordo che in un’occasione mi aveva detto: “Pensa che devo dare 50 mila euro a Marcello e non li ho”». «Marcello, inteso come Moro?», ha chiesto Mauro Angarano, avvocato di parte civile per il Comune. «Inteso come Moro», ha confermato l’immobiliarista.

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