«Il 2 giugno sia emblema della ripartenza» Mattarella: dividersi ora è inaccettabile

«Il 2 giugno sia emblema della ripartenza»
Mattarella: dividersi ora è inaccettabile

Il messaggio del Capo dello Stato per la Festa della Repubblica: «Le sofferenze provocate dal Covid non vanno usate contro gli altri».

Lunedì 1 giugno, alle ore 18.45, in occasione della Festa Nazionale della Repubblica, si svolgerà, nei Giardini del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il «Concerto dedicato alle vittime del coronavirus», in diretta televisiva su Rai1 e radiofonica su Radio3 Rai e in streaming sul sito www.quirinale.it. Il concerto, eseguito dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta dal maestro Daniele Gatti, ha in programma musiche di Mozart, Pärt, Vivaldi, Puccini, Webern e Bach, si svolgerà senza la presenza di pubblico.

Il Presidente Mattarella rivolgerà un messaggio ai telespettatori.

«Il 2 giugno si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza. Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio. Di una stagione nuova, nella quale sia possibile uscire al più presto da questa sorta di incubo globale» ha ricordato il Capo dello Stato.

«A tutte le vittime, a chi è morto solo, al ricordo dei tanti affetti spezzati è dedicato questo concerto, con il maestro Daniele Gatti e l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, che ringrazio per la loro partecipazione» ha detto il presidente Mattarella in occasione del «Concerto dedicato alle vittime del coronavirus» nel 74° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica che si svolge al Quirinale.

«Accanto al dolore per le perdite e per le sofferenze patite avvertiamo, giorno dopo giorno, una crescente volontà di ripresa e di rinascita, civile ed economica» ha sottolineato il presidente della Repubblica.

Come alla nascita della Repubblica, nel 1946, serve oggi «un nuovo inizio. Superando divisioni che avevano lacerato il Paese». Anche allora «forze politiche, che erano divise, distanti e contrapposte su molti punti, trovavano il modo di collaborare nella redazione della nostra Costituzione, convergendo nella condivisione di valori e principi su cui fondare la nostra democrazia». «Quello spirito costituente rappresentò - ha detto ancora il presidente Sergio Mattarella - il principale motore della rinascita dell’Italia. Seppe unire gli italiani, al di là delle appartenenze, nella convinzione che soltanto insieme si sarebbe potuta affrontare la condizione di estrema difficoltà nella quale il Paese era precipitato. Questa sostanziale unità morale è stata il vero cemento che ha fatto nascere e ha tenuto insieme la Repubblica. E’ quel che ci fa riconoscere, ancora oggi, legati da un comune destino».

«Ora sarebbe inaccettabile e imperdonabile disperdere questo patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’è nella nostra gente. Ce lo chiede, anzitutto, il ricordo dei medici, degli infermieri, degli operatori caduti vittime del virus nelle settimane passate». «Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali» ha dichiarato Mattarella. «C’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo».

Ci sono stati in Italia tanti comportamenti virtuosi e di coraggio e «Sono consapevole che a questi comportamenti se ne sono, talvolta, contrapposti altri ad opera di chi ha cercato e cerca di sfruttare l’emergenza. Comportamenti simili vanno accertati con rigore e repressi con severità ma sono, per fortuna, di una piccola minoranza della nostra società». «Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte. La risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta. Serviranno coraggio e prudenza. Il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza, pensando al futuro e a ciò che deve cambiare. E la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno del virus, imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario alla scienza per sconfiggerlo definitivamente. Serviranno tempestività e lungimiranza. Per offrire sostegno e risposte a chi è stato colpito più duramente. E per pianificare investimenti e interventi di medio e lungo periodo, che consentano di dare prospettive solide alla ripresa del Paese». «Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale - a partire da me naturalmente - circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia» ha detto Mattarella.

«Non siamo soli. L’Italia non è sola in questa difficile risalita. L’Europa manifesta di aver ritrovato l’autentico spirito della sua integrazione. Si va affermando la consapevolezza che la solidarietà tra i paesi della Ue non è una scelta tra le tante ma la sola via possibile per affrontare con successo la crisi più grave che le nostre generazioni abbiano vissuto. Nessun paese avrà un futuro accettabile senza l’Unione Europea». «Nessun paese avrà un futuro accettabile senza l’Unione Europea. Neppure il più forte. Neppure il meno colpito dal virus. Adesso dipende anche da noi: dalla nostra intelligenza, dalla nostra coesione, dalla nostra capacità di decisioni efficaci. Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà» ha ricordato Mattarella.

Domani, 2 giugno, il Capo dello Stato si recherà alla cerimonia di deposizione di un corona all’Altare della Patria. Intorno alle 11 Mattarella sarà a Codogno. Il presidente della Repubblica incontrerà presso il Municipio le autorità locali. Nel pomeriggio invece, intorno alle 19, il Capo Dello Stato assisterà insieme al governatore del Lazio Nicola Zingaretti ad un concerto organizzato nel cortile dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani. L’evento, promosso dalla regione Lazio è stato organizzato per ricordare le vittime della pandemia e per rendere omaggio agli operatori sanitari impegnati nell’emergenza sanitaria.

«Domani mi recherò a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia - in questa emergenza - ha mostrato il suo volto migliore». «Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia - in questa emergenza - ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese» ha concluso il presidente della Repubblica.


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