Firenze, estorsioni al mercato ortofrutta Condannato imprenditore orobico

Firenze, estorsioni al mercato ortofrutta
Condannato imprenditore orobico

L’inchiesta era partita l’anno scorso tra gli indagati anche Alessandro Santini, uno dei titolari dell’omonima azienda di import e export di ortofrutta.

Prime condanne nell’inchiesta per estorsione maturata al Mercato ortofrutticolo di Firenze, i mercati generali della città, vicenda emersa nel novembre 2017 con cinque arresti e una decina di indagati in varie regioni da Dda e Gico delle Fiamme Gialle. Al termine dell’udienza preliminare il giudice Fabio Frangini ha condannato per estorsione, in rito abbreviato, Alessandro Santini, 55 anni di Azzano San Paolo (Bergamo), imprenditore nell’import export di ortofrutta, a 3 anni e 4 mesi, e Antonio Francesco Pizzimenti, 56 anni di Reggio Calabria, a 2 anni e 4 mesi. Ha patteggiato 1 anno e 7 mesi un altro imputato, Eugenio Potenza, napoletano, 45 anni residente a Trento, che avrebbe partecipato alle estorsioni.

Il giudice, invece, ha prosciolto tutti gli imputati dall’accusa di bancarotta preferenziale e ha tolto a Santini, Pizzimenti e Potenza l’aggravante dell’art 7, cioè l’accusa di aver agito con metodi mafiosi. Il pm Angela Pietroiusti aveva chiesto 9 anni per Santini e 6 anni per Pizzimenti, il processo per gli altri. Inoltre lo stesso gup Frangini ha rinviato a giudizio Carmelo Caminiti, 57 anni di Reggio Calabria, e Paolo Malara, 44 anni di Catanzaro, che secondo Dda e Gico sono legati alla cosca di ’ndrangheta dei De Stefano Tegano: per l’accusa Caminiti e Malara furono ingaggiati da Santini per attuare un recupero crediti illegale, 70.000 euro di debito di una ditta fallita di due fratelli fiorentini, imprenditori ai mercati Mercafir. La ditta di Santini era stata ammessa fra i creditori del fallimento ma non volle aspettare i tempi della procedura per recuperare il denaro. Per Caminiti e Malara il gup conferma l’aggravante dell’art.7. Inoltre andrà a processo un altro complice, Angelo Nunziata, che faceva da emissario: avvisava le vittime dell’estorsione che un gruppo di pericolosi calabresi era pronto a «fare del male». Prima udienza il 29 novembre.


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