Gandi: «Prevaricazione non   ammessa» Ribolla: gente non benvenuta a Bergamo
Alta tensione in via Cenisio (Foto by Yuri Colleoni)

Gandi: «Prevaricazione non ammessa»
Ribolla: gente non benvenuta a Bergamo

«Il diritto di culto non può essere negato a meno che non si voglia sovvertire la Costituzione vigente. Al tempo stesso, atti di prevaricazione e di arroganza non possono essere permessi né concepiti»: il vicesindaco Sergio Gandi commenta così l’episodio avvenuto nel pomeriggio di venerdì 22 luglio in via Cenisio.

«Il rispetto delle regole - continua Gandi - sta a cuore prima di tutto a questa Amministrazione che sin dal suo arrivo ne ha fatto un riferimento ineludibile. Ci sono regole complesse da far rispettare perché attengono a diritti che la Costituzione garantisce (il diritto di culto) e hanno a che fare con questioni delicatissime di ordine pubblico che non possono prescindere da un rapporto costante, continuativo e stretto con Prefettura, Questura e forze dell’ordine, con cui l’Amministrazione si è costantemente tenuta in contatto, concordando ogni passaggio».

«Il disagio dei residenti e di tutti i cittadini, di fronte a fatti gravi come quelli odierni, va affrontato con equilibrio e non con gli slogan di qualche partito alla facile ricerca di consensi. A meno che non si voglia rischiare di generare effetti peggiori dei fatti che si vogliono reprimere. Il diritto di culto non può essere negato a meno che non si voglia sovvertire la Costituzione vigente. Al tempo stesso - prosegue Gandi - atti di prevaricazione e di arroganza non possono essere permessi né concepiti. Non è un caso che l’Amministrazione comunale abbia riaffermato questi concetti nell’ordinanza adottata qualche giorno fa».

«È molto semplice: nessuno deve pregare per strada e nessuno può permettersi di violare la proprietà altrui o di compiere atti di violenza pensando di essere assolto dalle leggi vigenti e dagli obblighi che tutti i cittadini rispettano. La magistratura, insieme alle forze dell’ordine, sta vagliando i comportamenti posti in essere oggi e adottando i provvedimenti conseguenti. Per prima l’Amministrazione ha interesse che le decisioni delle autorità competenti siano improntate al massimo rigore. Certamente, aggrava la situazione il fatto che una legge fatta dalla Regione Lombardia costringa queste comunità all’abusivismo e all’esasperazione»

«Chiudere al dialogo tout court anche nei confronti di chi si è sempre ben comportato non ha alcun senso. I responsabili vanno perseguiti, ma il dialogo non può interrompersi. Anche perché da domani i problemi sul tappeto rimangono gli stessi, gli stessi lasciati irrisolti - come molti altri che abbiamo ereditato - dalla Giunta Tentorio che ci ha preceduto. Che - conclude Gandi - di fronte a questi fenomeni non ha mosso un dito».

In serata è arrivata anche la dichiarazione di Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Comunale a Bergamo: «Dopo i gravissimi fatti di questa mattina, con i disordini fuori dalla moschea di via Cenisio e lo sfondamento delle porte di ingresso, e dopo l’incendio di oggi pomeriggio, l’unica cosa che si può affermare è che questa gente non è benvenuta a Bergamo!».

«I residenti di via Cenisio e i cittadini bergamaschi tutti sono stanchi di dover subire le loro lotte interne, i loro capricci, gli atti intimidatori, i disordini ed ora anche un incendio che poteva mettere a repentaglio anche la salute dei residenti delle case vicine. Ricordiamo, inoltre, che il rispetto delle nostre regole, le più banali regole di civile convivenza, per gli islamici è un optional: dagli schiamazzi notturni, all’occupazione abusiva del suolo pubblico, agli stabili abusivamente trasformati in luoghi di culto fino ad un immobile, quello di via S. Fermo, posto sotto sequestro per mancate autorizzazioni (come già successo in via dei Cabrini, seppur per differenti motivazioni)».

«Da brivido anche le parole di uno degli esponenti islamici che, riferendosi agli esponenti dell’altra fazione che hanno sfondato le porte della moschea, ha dichiarato: “Queste persone non fanno parte del nostro gruppo - ha tuonato Mohamed Saleh -. È gente pericolosa, simile a quelli che compiono attentati”».

«È ora che l’amministrazione Gori si svegli e chiuda ogni dialogo con questa gente! Si occupi della sicurezza dei suoi concittadini e non del fantomatico diritto di culto di una religione, l’Islam, che non ha nessun accordo con lo Stato Italiano e che è mandante di continui attentati terroristici, l’ultimo questa sera in Germania»..


© RIPRODUZIONE RISERVATA