Gelmini: «Dal 20 aprile inizieremo a valutare le aperture». Sileri: «Per i ristoranti avvio graduale»

Gelmini: «Dal 20 aprile inizieremo a valutare le aperture». Sileri: «Per i ristoranti avvio graduale»

Maggio sarà il mese della riaperture delle attività economiche. Lo ha ribadito più volte il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini, in visita istituzionale nelle Marche.

«Dal 20 aprile si comincerà a fare un punto sulle riaperture delle attività economiche», tenendo presente l’andamento dei contagi e della campagna vaccinale. Resta comunque «prioritario completare la vaccinazione degli over 80 e dei fragili, che agevolerà le riaperture». E poi «non si può procedere in ordine sparso» ha osservato, rispondendo alle domande sui governatori che vogliono rendere le isole, piccole e grandi, covid free, immunizzando prima le categorie economiche.

Favorevole alle riaperture il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: «Abbiamo dati in miglioramento, l’R0 è sceso, verosimilmente anche in questa settimana continuerà a scendere» ha detto. Quindi, «consolidando i risultati, a partire dal primo di maggio possiamo parlare di riaperture» ha spiegato durante la trasmissione Agorà su Rai 3, sottolineando però che «dobbiamo controllare i dati e conservare quanto abbiamo guadagnato, per non rischiare di richiudere subito».

No, quindi, ad anticipare le riaperture prima del 30 aprile, ma se i numeri del calo si consolidano scendendo sotto un’incidenza di 180 casi ogni 100mila abitanti, «dal primo maggio si può tornare a una colorazione più tenue delle Regioni e qualcuna potrà tornare a essere bianca». In questo contesto, anche riaprire i ristoranti la sera per Sileri «può esser fattibile, non subito dal primo maggio ma progressivamente di settimana in settimana, per arrivare ai primi di giugno con aperture sul modello inglese».

Questa, ha precisato, «è una previsione guidata dalle vaccinazioni: quando hai vaccinato il 75% degli over 89 e degli over 70, e hai protetto i fragili, il ricovero in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico, quindi anche se il virus circola non ha conseguenze pesanti sul sistema sanitario».


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