Gioco per bambini: distruggi la corona
È scaricabile dal sito della Provincia

«Laviamo le mani bene/ e lontano dalla bocca per igiene/ mi diverto con gli amici/ ma a un metro siamo più felici!».

Cosa c’è di meglio di un gioco tutto colorato per coprire le ombre di questi giorni bui, cosa meglio di un’attività che sa di rivincita, da condividere con l’intera famiglia? «Distruggi la Corona del Re Bullone!» è la prima missione di «Tutti contro i bulli!» e l’ultimo lavoro del settore Politiche sociali della Provincia di Bergamo dedicato all’età prescolare: un gioco dell’oca destrutturato che prende spunto dalla favola di successo di prevenzione al bullismo in età fino ai sei anni «Tutti contro i Bulli!».

Di cosa si tratta? Il Coronavirus è un bullo da sbullizzare e in un momento in cui la vita sembra aver perso i suoi colori, ecco che i piccoli possono ingaggiare con i loro genitori e fratelli la loro parte di battaglia in casa, come deve essere in queste settimane. «Stiamo combattendo contro un nemico senza volto - spiega Giovanna Fidone, funzionario delle Politiche sociali e psicologa -, ma con un nome che risuona nelle nostre menti, Coronavirus: dobbiamo mettere in campo tutte le possibilità per educare ed educarci a comportamenti responsabili aiutando le famiglie a costruire momenti di relazione con i figli perché “stare insieme a casa” sia una possibilità da sfruttare e da ricordare».

Proteggere i più deboli Ecco quindi che in questo gioco il tema del bullismo si declina nella difficile situazione che tutti noi stiamo vivendo: la mission del gioco dedicato soprattutto ai bambini della scuola dell’infanzia è distruggere la «corona» di Re Bullone e proteggere i più deboli, come i nostri nonni, con la forza del rispetto delle regole. Stare a casa, lavarsi le mani, non metterle in bocca, portare gli amici nel cuore ma giocarci a un metro di distanza: non sono solo regole di buon senso, «sono essenziali per uscire da questa emergenza sanitaria e appunto andare avanti con le nostre vite trovando un senso di normalità», aggiunge Fidone.

Tanti i personaggi del gioco, gli stessi della favola distribuita nei mesi scorsi in tutte le scuole dell’infanzia della Bergamasca e scaricabile sul sito della Provincia, dove da domani si potrà trovare anche l’ultima creazione con il dado da stampare, ritagliare e assemblare e la tavola del gioco. I personaggi, dicevamo. C’è il provocatore Gatto Dispetto, i buoni Re Cuore o Coniglio Rispetto, poi l’Arcobaleno per trovare consolazione e cose belle come stare di più con i genitori, studiare a casa e inventare nuovi giochi e riscoprire la magia dei giochi da tavolo, non abusando di televisione e videogiochi.

«Continua l’impegno della Provincia nel sostenere tutta la comunità bergamasca in questo grave momento di fragilità - commenta Romina Russo, consigliera alle politiche sociali della Provincia di Bergamo -. Dopo il finanziamento di centomila euro ad Ats, con questo gioco didattico vogliamo dare sollievo alle famiglie, aiutarle a stare vicino ai loro piccoli educandoli a comportamenti responsabili divertendosi. Il ringraziamento va a tutta la Rete di contrasto al bullismo sempre in prima linea sui temi della sensibilizzazione e alla dottoressa Fidone e alla regista Barbieri per la creatività e fantasia di cui in questo momento abbiamo tanto bisogno».

Lavoro a più mani Il gioco è infatti frutto di una sinergia che già in passato ha portato buoni frutti. Le Politiche sociali della Provincia hanno curato il progetto editoriale di concerto con l’Ufficio comunicazione dell’ente, ma della partita sono anche la Diocesi attraverso gli Uffici per la Pastorale della famiglia e della scuola, l’Ufficio scolastico provinciale, le associazioni dei genitori nella scuola tramite il FoPags e il Coor.Ge.I.Co: tanti i partner che hanno potuto contare sul sostegno anche della Rete provinciale per il contrasto al bullismo e al cyber bullismo, di cui fanno parte, coordinata dall’Istituto superiore Belotti di Bergamo che è anche scuola polo per la formazione sul tema rivolta a insegnanti e genitori. E se l’idea creativa è di Giovanna Fidone, con lei ha collaborato anche la regista e autrice Rai Silvia Barbieri.

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