Gli alpini di Brescia e Bergamo in campo
per ricordare le vittime del coronavirus

A fine novembre, per l’esattezza domenica 29, è in programma una grande commemorazione alpina per ricordare tutte le vittime causate dal coronavirus a Palazzolo.

Gli alpini di Brescia e Bergamo in campo     per ricordare le vittime del coronavirus
La sedia vuota con il cappello d’alpino per ricordare le vittime del coronavirus a Nembro

Bergamo e Brescia. Due territori uniti da una cerniera che attraversa longitudinalmente il Sebino e la fascia più a ovest della provincia, fino a lambire la bassa. Due città che si sono sempre guardate un po’ sottecchi, più con spirito da competizione e di rivalità, anche calcistica, che altro. Poi è arrivato il Covid-19 e tutto è cambiato nel profondo. La sorte avversa e il dolore hanno avvicinato le due terre, la sofferenza per i tanti morti e per i moltissimi ammalati ha creato più spirito di solidarietà. E, soprattutto, ha instillato la voglia di guardare avanti insieme, un po’ più uniti. Brescia e Bergamo capitali della cultura 2023 ne è solo un primo valido esempio.

Il secondo, già concreto e imminente, lo daranno gli alpini, il corpo che più di tutti sa creare fratellanza e condivisione. L’iniziativa. Ci pensavano su da un po’ i vertici dell’Associazione nazionale alpini delle tre sezioni di Brescia e di quella di Bergamo e nelle ultime ore, con la benedizione dell’Ana nazionale, tutto ha preso il via. A fine novembre, per l’esattezza domenica 29, è in programma una grande commemorazione alpina per ricordare tutte le vittime causate dal coronavirus. Il luogo prescelto è Palazzolo, terra di confine tra Brescia e Bergamo. Paese che è soprattutto in grado di offrire una maxi struttura coperta che, rispettando nei minimi dettagli il distanziamento e le altre regole imposte dalla pandemia, può garantire un posto a sedere per sette -ottocento persone, con diversi punti di accesso e uscita.

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