Gli antagonisti «multano» un dinosauro All’ospedale sotto i fiocchi c’è il T-Rex

Gli antagonisti «multano» un dinosauro
All’ospedale sotto i fiocchi c’è il T-Rex

Azione dimostrativa dei centri sociali che hanno ironicamente multato il dinosauro nel Piazzale della Stazione reo di sostare abusivamente. In polemica con la multa comminata dalla Polizia Locale ai un senza fissa dimora che dormiva proprio nei pressi di Piazzale Marconi.

Azione dimostrativa venerdì sera sul dinosauro di piazzale Marconi,da parte di giovani dell’area antagonista. Al collo del «bestione» preistorico è stata appesa una «multa»: si tratta della simbolica risposta alla sanzione comminata dalla polizia locale a un clochard, invitato ad allontanarsi dalla zona stazione. «Un tentativo di far accettare a queste persone di essere aiutate e rivolgersi a strutture di accoglienza», aveva precisato il Comune. Ma la polemica si è comunque innescata: «Così come ai senza fissa dimora che cercano di ripararsi dal freddo, anche i dinosauri hanno ricevuto una multa da 100 euro e l’obbligo di allontanarsi», recita una ironica nota degli autori del gesto.

Sotto la neve venerdì sera è apparso anche un grandissimo T-Rex. All’entrata principale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII una riproduzione fedelissima del dinosauro più famoso di tutti i tempi, il Tyrannosaurus Rex. Fedelissima proprio perché è in scala 1:1, così come appariva circa 68-66 milioni di anni fa: una riproduzione, come le altre tre presenti in città, realizzata da «GeoModel», azienda veneta che produce ricostruzioni in modo artistico ma con fondamenti scientifici, appoggiandosi a paleontologi e geologi. Il T-Rex infatti è alto cinque metri e mezzo e lungo nove, in vetro resina come le altre tre riproduzioni presenti per celebrare i 100 anni del museo Caffi in piazza Cittadella, piazza Vittorio Veneto e piazzale Marconi. «È stato scelto l’ospedale – spiega la direttrice del Museo di scienze naturali Caffi di Città Alta, Anna Paganoni – perché è un luogo in cui sono presenti molti bambini, sia in visita sia in degenza. Abbiamo voluto dare un segnale di attenzione».


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