«Gloria ha visto  l’assalitore con l’ascia»  A casa le donne aggredite a Düsseldorf

«Gloria ha visto l’assalitore con l’ascia»
A casa le donne aggredite a Düsseldorf

Parla la bergamasca coinvolta con la nipote nell’agguato con l’ascia a Düsseldorf. «Gloria è stata ferita alla testa: lei lo ha visto in faccia, io sono rimasta sul pavimento qualche minuto».

Alle 11,50 di domenica, puntuale, atterra sulla pista di Orio il volo proveniente da Düsseldorf. A bordo ci sono anche Anna De Danieli e sua nipote Gloria, 66 e 25 anni, la prima pensionata di Bergamo, la seconda studentessa universitaria di Scanzorosciate. Si conclude così il loro breve soggiorno nella città tedesca, dove giovedì sono rimaste coinvolte – per fortuna senza gravi conseguenze – nell’aggressione a colpi di ascia messa in atto da un kosovaro (poi arrestato) che, in preda a un raptus, ha ferito 9 persone, di cui quattro in gravi condizioni. Non le due bergamasche.

Signora Anna, bentornata: come sta lei e come sta sua nipote?

«Devo dire bene. Entrambe ci siamo in realtà rese conto di quello che era accaduto soltanto in seguito. Al momento non avevamo ben capito cosa fosse successo in stazione».

Andiamo con ordine: cosa ricorda prima dell’aggressione?

«Che eravamo appunto in stazione e che un tale davanti a me, mi pare giapponese dai lineamenti, era riverso su una sua valigia bianca davanti a lui. Ho pensato: “Ma guarda questo, dev’essere caduto”. Poi si è però rialzato ed è andato via di corsa. Nemmeno il tempo di finire il pensiero, che su quella valigia ci sono finita io con la faccia: per fortuna, dico adesso, perché altrimenti avrei sbattuto la faccia in terra».

E cos’era successo?

«Ho sentito una botta alla schiena: penso fosse il manico dell’ascia che quell’uomo ha usato, ma che non ho visto, così come non ho visto nemmeno lui. Sta di fatto che sono caduta in avanti e lì sono rimasta, a terra, per qualche minuto, credo».

Ma ha perso conoscenza?


«No, no. C’era il caos tutto attorno».


E poi?

«Poi ho sentito mia nipote che mi chiamava: “Zia, zia”. Mi sono alzata e siamo corse via».

Ma sua nipote non era ferita?

«Sì, alla testa. Sul lato destro. Si è accorta che era stata colpita con l’ascia: lei infatti si è girata indietro e si è trovata davanti questo tizio che brandiva quell’arma. E gliel’ha data in testa, ferendola non in modo grave».
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