Gori in ospedale dall’agente ferita «Il sistema non garantisce la sicurezza»

Gori in ospedale dall’agente ferita
«Il sistema non garantisce la sicurezza»

«Sono appena tornato dal Pronto soccorso dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, dove sono andato a portare il saluto e la solidarietà dell’amministrazione comunale ai due agenti di polizia coinvolti nell’aggressione sulla Circonvallazione». Inizia così il lungo post pubblicato su Fb dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

«Un’agente è stata colpita al volto da un mendicante, il collega ha reagito ferendo l’uomo ad un polpaccio con un colpo di pistola. L’accattone - un cittadino italiano di origini senegalesi - è stato arrestato». Gori racconta l’incontro con l’agente ferita: «Stava abbastanza bene. Poteva però andare molto peggio: prima di colpire al volto la poliziotta il mendicante aveva infatti cercato di ferire il collega con delle forbici. Per fortuna il colpo è stato attutito dal telefonino che l’agente aveva nella tasca della giacca. Se l’è cavata con uno spavento, ma appunto, è stato fortunato».

«Non conosco il nome dell’aggressore, ma ho capito che si tratta di una vecchia conoscenza delle nostre forze dell’ordine. Mi sono informato: ha residenza a Cesena ma vive da tempo in città, in una baracca lungo la roggia Morla. È stato denunciato 15 volte dalla nostra polizia locale, per vari reati: minacce, ingiurie, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato; e 11 volte denunciato per inosservanza del foglio di via del Questore. Per ben quattro volte gli sono stati sequestrati dei coltelli, lunghi tra 19 e 30 centimetri».

Il sindaco prosegue: «Mi sono chiesto: come diavolo è possibile che un tizio con questo curriculum possa circolare liberamente, armato di forbici, pronto ad aggredire un’agente di polizia? La Lega si è già scatenata con il solito refrain anti-immigrati, contro l’accoglienza, che già è stucchevole di per sé, ma in questo caso non c’entra niente. Il signore in questione è cittadino italiano (avendo sposato una nostra connazionale). Non ha quindi alcun senso invocarne l’espulsione o il rimpatrio».

«La domanda che ci dobbiamo fare, piuttosto, è un’altra - prosegue -. Com’è possibile che la somma dei reati commessi e accertati in passato non abbia condotto a misure restrittive? Mi hanno spiegato che se le condanne comminate non superano i tre anni la pena non viene scontata in carcere ma in affidamento. E così probabilmente è accaduto».

«A me però pare che ci sia qualcosa che non quadra. Se oggi l’agente che è intervenuto in soccorso della sua collega non avesse avuto in tasca il telefonino a quest’ora saremmo a commentare una notizia ben più tragica. Che però non possiamo dire che non fosse prevedibile. Nella storia giudiziaria della persona arrestata ci sono numerosi precedenti, alquanto eloquenti. Eppure la legge non dà alle forze di polizia e alla magistratura strumenti per intervenire in modo più efficace. Penso che il problema sia questo. Ci sarà certo una ragione, forse è per non affollare le carceri. Ma non mi sembra che questo sistema garantisca compiutamente la nostra sicurezza. E dunque è forse il caso di metterci seriamente la testa».

Altri fronti politici sono intervenuti sulla vicenda. Tra questi anche Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia: «Auguri di pronta guarigione all’agente ferita e plauso per la professionalità e sangue freddo con cui la polizia ha arrestato il criminale. Forza Italia esprime ancora una volta un grazie per il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine nonostante stipendi, organici e mezzi inadeguati - commenta -. L’episodio avvenuto evidenzia due aspetti: il primo dimostra quanto siano poco efficaci le tanto celebrate misure del daspo o del foglio di via, che puntualmente non vengono rispettate dai delinquenti. Il secondo è quello che polizia e carabinieri, oltre all’arma di ordinanza, dovrebbero avere in dotazione - al posto dell’inutile spray al peperoncino - anche armi moderne come le pistole taser, utilizzate da tutte le polizie del mondo, che permettono con una scarica elettrica non mortale di bloccare le persone senza contatto fisico evitando così di mettere a rischio l’incolumità degli agenti». E aggiunge: «È inaccettabile che il governo si rifiuti da alcuni anni di dotare le forze dell’ordine dei Taser nonostante il Parlamento si sia espresso più volte in tal senso. L’aggressione di oggi dimostra - conclude Fontana - quanto sia sbagliato sottovalutare il rischio della presenza di sbandati senza fissa dimora che sempre più di frequente sono presenti sul territorio cittadino».

Un comunicato stampa è arrivato anche da Andrea Tremaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia: «Non è il primo episodio purtroppo che vede coinvolti mendicanti molesti o addirittura aggressivi. Molti di queste situazioni non rimangono nemmeno agli atti, perché i cittadini esasperati e sfiduciati non arrivano neppure a sporgere denuncia. Mi vengono però spesso riportate, quasi quotidianamente, nelle discussioni e in veri e propri sfoghi da parte di amici e conoscenti - commenta -. La mia reazione è sempre la stessa: fiducia nelle nostre forze dell’ordine, ma al tempo stesso si avverte una frustrante sensazione di impotenza. Soprattutto se denunciare pubblicamente il degrado viene additato come un atteggiamento strumentale o populista». Poi conclude: «Non è però il momento di fare polemiche, quanto di stringersi attorno alle forze dell’ordine che sul territorio, ogni giorno, fanno il proprio dovere e anche di più. Episodi come quello odierno fanno una gran rabbia: una situazione apparentemente banale rischiava di finire in tragedia - dice -. La solidarietà dopo, però, non basta: la vicinanza a questi servitori pubblici sia espressa con azioni concrete, soprattutto da parte della politica: si rinnovi la richiesta al Ministero dell’Interno per il ripristino dell’operazione Strade sicure».

«Ho appena incontrato il segretario del sindacato di polizia Ugl di Bergamo, al quale ho portato, a nome della Lega Nord, la vicinanza nei confronti degli agenti di Polizia, ed in particolare all’agente ferita dopo il grave episodio di questo pomeriggio che, solo grazie alla fortuna ed alla professionalità degli agenti, non si è trasformato in tragedia» dichiara invece Alberto Ribolla, segretario cittadino della Lega Nord e Capogruppo in consiglio comunale. «Questa è stata l’occasione per fare il punto della situazione: gli agenti intervenuti si son dovuti far prestare lo spray al peperoncino (unico deterrente nel loro equipaggiamento, insieme al manganello) perché la volante ne era sprovvista. Il Ministero dell’Interno non rifornisce da tempo le volanti (che sono solo 2/3 per turno in tutta la città). Le loro dotazioni sono scarsissime» spiega. «Aggiungiamo che il turn over del personale è bloccato e che gli agenti sono ridotti ai minimi termini (spesso impegnati, tra l’altro, a notificare atti agli oltre 500 richiedenti asilo presenti in città). Tornando ad oggi, il senegalese senza fissa dimora (con cittadinanza italiana e con un foglio di via non eseguito) era già noto alle forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale), perché fermato più volte. Era noto come soggetto pericoloso. Nessuno però ha fatto alcunché. Finché la giustizia funzionerà così in Italia – conclude Ribolla - e finché le forze di polizia non avranno le giuste dotazioni, la situazione in Italia peggiorerà solamente».


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