«Ho visto coetanei rovinarsi con l’alcol»
On the road, 40 ragazzi si raccontano

Le testimonianze dei 40 ragazzi che hanno partecipato all’11ª edizione dell’iniziativa. Gli organizzatori: ora più consapevoli dei rischi.

«Ho visto coetanei rovinarsi con l’alcol» On the road, 40 ragazzi si raccontano

«Ho visto ragazze della mia età, alcune anche più giovani, arrivare in pronto soccorso ubriache e dopo aver consumato sostanze stupefacenti. Ho visto genitori che piangevano disperati, mentre le filmavano con i telefonini. È stato traumatico anche per me; un’esperienza che ha cambiato profondamente il mio modo di pensare». Più di tante parole, a Laura Breda, 18 anni, di Alzano Lombardo, è bastato trascorrere una notte in ospedale insieme a medici e infermieri, per capire che a volte la realtà sa essere più sconvolgente di quanto si possa immaginare. Laura è una degli oltre 40 ragazzi che hanno partecipato all’11ª edizione di «Ragazzi On the road», il progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e alla legalità nato in Valle Seriana nel 2007 da un’intuizione di un agente di polizia locale Giuseppe Fuschino e del giornalista Alessandro Invernici, che quest’anno si è sviluppato in 4 province lombarde (Bergamo, Milano, Brescia e Varese), coinvolgendo istituzioni, forze dell’ordine (tra cui 22 comandi di polizia locale) e le strutture sanitarie del territorio. «In pattuglia contro i pericoli della strada» è lo slogan che è stato scelto per descrivere l’attività di questi ragazzi, quasi tutti studenti all’ultimo anno delle superiori o universitari, che per un paio di settimane hanno indossato i panni di agenti di polizia locale, stando a stretto contatto con poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco, medici e infermieri, accompagnandoli nelle attività di tutti i giorni, con un occhio di riguardo a quelle di prevenzione degli incidenti stradali.

Non di rado i giovani si sono trovati di fronte a situazioni drammatiche, che hanno visto protagonisti loro coetanei. «Nessuna repressione o rieducazione, ma una prevenzione direttamente sul campo – ha detto Invernici –. Facciamo, per così dire, sbattere la testa ai giovani, mediante un’esperienza senza filtri, e spesso anche cruda, prima che si facciano male sul serio o, peggio, perdano la vita per un clic al volante, piuttosto che per una distrazione fatale». «E i giovani ne rimangono segnati – ha aggiunto il presidente dell’associazione “Ragazzi On the road”, Giancarlo Bassi –. Tant’è che, al termine della sorta di “mini naia” educativa, si dichiarano più consapevoli dei rischi della strada, decidendo di trasmettere tale esperienza ai loro coetanei e amici, aderendo all’associazione». L’obiettivo del progetto, unico in Italia, è dunque sensibilizzare, infondere consapevolezza e responsabilità ai giovani, che rappresentano anche la fascia di età più colpita dagli incidenti stradali.

Da qui parte infatti il loro compito di divulgare, come testimonial, il nuovo Numero unico d’emergenza 112 e dell’app salvavita Where Are U. Sul campo, niente smartphone per raccogliere la presa diretta di ciò che hanno visto o vissuto; le attività sono state però documentate dai «Reporter» dell’Università di Bergamo, dove da anni è attivo un Tirocinio d’Eccellenza, e pubblicate sui social network attraverso i quali i ragazzi hanno potuto raccontare le loro esperienze.

Sono oltre una ventina i Comuni e i comandi di polizia locale che hanno aderito quest’anno alle iniziative e altri se ne aggiungeranno già dalla prossima edizione, supportata da Regione Lombardia come dichiarato dall’assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato: quelli bergamaschi coinvolti nel 2018 sono stati Orio al Serio, Alzano Lombardo, Albino, Treviglio, Scanzorosciate, Treviolo, Dalmine, Brignano Gera d’Adda, Zogno, Arzago, Ponte Nossa e Ardesio (grazie ai Lions), Spirano e i comandi Terre del Serio e Unione insieme sul Serio.

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