I Legnanesi tornano al Creberg Cinque date di fila, ci sarà l’esaurito
I Legnanesi

I Legnanesi tornano al Creberg
Cinque date di fila, ci sarà l’esaurito

Non sono tante le compagnie teatrali che possono permettersi di fare cinque date di fila al Teatro Creberg, riempiendolo sempre. A riuscirci sono i Legnanesi, a Bergamo dal 6 al 10 aprile con il loro nuovo spettacolo «La famiglia Colombo», da mercoledì a sabato alle 21 e la domenica alle quattro del pomeriggio (biglietti da 28,50 a 40 euro).

«Ci fermiamo un giorno in più dello scorso anno e abbiamo già venduto settemila biglietti, ma non scrivere che siamo già tutti esauriti: qualche posto si trova sempre», raccomanda Luigi Campisi, in arte il Giuan, padre della storica famiglia di Legnano. Con lui, come sempre, la moglie Teresa (Antonio Provasio) e la bella - si fa per dire - Mabilia, interpretata da Enrico Dalceri.

Tappa immancabile per i Legnanesi quando passano da Bergamo è la trattoria D’Ambrosio: «Conosciamo la Giuliana da tanto di quel tempo, da ancora prima che fosse costruito il Creberg», racconta il Giuan, venuto ieri in città con gli altri due protagonisti. E così, tra una fetta di salame e un bicchiere di vino, i Legnanesi si raccontano: «La nostra forza? Siamo diversi da tutti- dice Provasio, che è anche l’autore dei testi -, non parliamo di politica, non facciamo cabaret e raccontiamo un mondo che non c’è più e per il quale c’è molta nostalgia».

I Legnanesi, fondati da Felice Musazzi nel 1949 nell’oratorio maschile di Legnano, sono l’esempio più celebre di «teatro en travesti» in Italia. Ancora oggi tutte le parti anche femminili sono interpretate da uomini e sul palco si parla in dialetto, anche se ormai molto italianizzato.

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