Il disastro in Egitto non ferma gli italiani L’aereo russo si è distrutto in volo

Il disastro in Egitto non ferma gli italiani
L’aereo russo si è distrutto in volo

Il disastro aereo dei giorni scorsi sul Sinai non ferma le partenze degli italiani verso il Mar Rosso. A distanza di una settimana dallo schianto dell’Airbus
russo, alle 14 di sabato 7 novembre è decollato il primo volo da Roma Fiumicino della compagnia aerea Blue Panorama, con 135 passeggeri a bordo (69 diretti a Sharm el Sheik e 66 a Marsa Alam).

Altre partenze sono in programma anche domenica 8 novembre. La voglia di vacanza, dunque, non trattiene i turisti. Anche se gli effetti di quello che sta succedendo in questi giorni potrebbero vedersi sulle vacanze di Natale.

«Cancellazioni? Per ora ne sono arrivate meno di quello che potevamo aspettarci - risponde Pier Ezhaya, vicepresidente di Astoi Confindustria (che associa oltre il 90% dei tour operator)- Non c’è stato un effetto dirompente. È possibile però che ci sia sul lungo periodo, sulle prenotazioni per il ponte dell’Immacolata e soprattutto per le vacanze di fine anno, quando tra Natale e l’Epifania si arriva nei periodi migliori a 5-6 mila presenze settimanali».

Detriti dell’aereo russo caduto in Egitto

Detriti dell’aereo russo caduto in Egitto

Al momento, anche perché dalla Farnesina non è arrivato nessuno sconsiglio a differenza di altri Paesi europei, i tour operator italiani continuano ad operare. Questa settimana erano presenti nella zona del Mar Rosso tra i 1300 e i 1500 italiani, che rimarranno più o meno stabili con i rientri e i nuovi arrivi. «Qualcuno ha chiesto di poter riconvertire il proprio pacchetto su un’altra meta, qualcun altro di posticipare. Ma parliamo comunque di numeri molto bassi. Per Alpitour siamo sotto il 10% di rinunce».

C’è da sottolineare, comunque, che non essendo stata diramata un’allerta della Farnesina, i viaggiatori non possono rinunciare al loro viaggio senza penali. «Stiamo comunque cercando di agevolare tutti coloro che non si sentono tranquilli e di venire incontro alle loro richieste», afferma Ezhaya. Quello che preoccupa è lo scenario futuro. «L’Egitto non si presta ad essere facilmente sostituito. È a 4 ore di volo, con il sole tutto l’anno e con un rapporto qualità-prezzo che non offre nessun’altra meta, soprattutto in inverno. Altrimenti si deve andare sul lungo raggio, ma con prezzi che lievitano».

La mappa mostra il monte Sinai dove è precipitato l'aereo di linea russo con 224 persone a bordo partito da Sharm el Sheik e diretto a San Pietroburgo. È caduta una ventina di minuti dopo.

La mappa mostra il monte Sinai dove è precipitato l'aereo di linea russo con 224 persone a bordo partito da Sharm el Sheik e diretto a San Pietroburgo. È caduta una ventina di minuti dopo.

I primi dati reali su eventuali cali di prenotazioni e partenze saranno elaborati da Astoi entro metà della prossima settimana. «Quello che ci aspettiamo però - sottolinea Ezhaya - è chiarezza da parte delle autorità su ciò che è successo, c’è molta confusione. Un incidente o un attentato hanno un impatto diverso sui turisti. Serve anche un coordinamento unitario a livello europeo che ora manca. Basta pensare che Gran Bretagna e Russia hanno chiuso i voli, la Francia ha messo lo sconsiglio e Italia e Polonia sono ancora in attesa di decidere cosa fare».

Sulla situazione degli italiani presenti nei resort, Astoi rassicura: «La situazione è di assoluta tranquillità. I nostri clienti sono assistiti negli alberghi». Caso diverso per quelli che hanno organizzato da soli il viaggio, come i circa 160 rimasti bloccati per la cancellazioni dei voli easyJet. Secondo quanto reso noto dalla compagnia aerea inglese, dovrebbero riuscire a lasciare l’Egitto sabato 7 con un volo via Londra. E nella notte a Fiumicino dovrebbero atterrare i primi turisti riportati in Italia da Sharm con Blue Panorama.

Intanto in Egitto è al lavoro una commissione internazionale per capire le ragioni del disastro. Si fa strada l’ipotesi della bomba a bordo, anche se c’è molta prudenza. Però ormai è certo che si è distrutto in volo. «Dalle scatole nere si sente un rumore all’ultimo secondo della registrazione vocale che è ancora in corso di analisi. Il comitato sta considerando tutti i possibili scenari ma fino ad ora non è giunto ad una conclusione definitiva». Lo ha riferito il presidente della commissione di inchiesta, Ayman al-Muqaddam. I detriti dell’aereo sono sparsi su un raggio di 13 km», ha aggiunto.


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