Il lato nascosto delle Mura di Bergamo Il giardino «segreto» soffocato dal verde
Il lato nascosto delle Mura (Foto by Colleoni)

Il lato nascosto delle Mura di Bergamo
Il giardino «segreto» soffocato dal verde

Il lato oscuro delle Mura, ricoperto di vegetazione come un giardino segreto. Invece è solo dimenticato. Basterebbe pochissimo, se la via fosse segnalata, per scoprire un’inedita parte di fortificazioni veneziane: il baluardo di Valverde.

La via si chiama Roccolino, un sentiero ciottolato che si innesta su via Beltrami poco dopo le scuole elementari di Città Alta, direzione San Vigilio. È qui che si sviluppa la parte nord delle Mura, tra Porta San Lorenzo e Sant’Alessandro, una porzione dimenticata, con il fascino del rudere. Coperta da una svariata tipologia di essenze (un botanico avrebbe da sbizzarrirsi su quelle pietre «vive»), è ormai una parete vegetale. Solo un occhio allenato e curioso la può scorgere dal sentiero. Anche perché, per osservarle nella loro maestosità, si deve salire su un muretto a secco e allungare lo sguardo oltre una recinzione.

Ma basta un piccolo sforzo e si apre un mondo. Dimenticato e anche un po’ bistrattato. O almeno non considerato alla pari del resto della cinta muraria, quasi fosse un lato «b». Le grandi pietre squadrate si vedono bene nel baluardo, una punta che emerge dal resto della cinta muraria, trafitta dagli alberi insidiati tra le antiche pietre. In cima si intravedono palme e cipressi, piantati dai privati nel loro giardino, cioè la parte interna alle Mura.

Nel 2015 il Comune di Bergamo ha sottoscritto una convenzione con il Demanio per la manutenzione, ma solo se ordinaria: «Il tratto di Mura a nord, il più coperto dalla vegetazione, richiede però un intervento di restauro e di consolidamento molto significativo, quindi non spetta al Comune – spiega Francesco Valesini, assessore alla Riqualificazione urbana e patrimonio che intesse i rapporti con il Demanio –. La convenzione che abbiamo sottoscritto prevede solo manutenzione ordinaria di ripulitura ed è stata fatta perché non era mai stato sottoscritto un atto che regolasse gli interventi, coinvolgendo anche la Sovrintendenza».


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