Il «Lo giuro» degli allievi ufficiali accende piazza Vittorio Veneto  -  Video

Il «Lo giuro» degli allievi ufficiali
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Solenne giuramento per 62 giovani che frequentano il primo anno dell’Accademia della Guardia di Finanza.

Un «Lo giuro» gridato al cielo dai 62 allievi ufficiali (tra cui 17 donne) del 116° corso «Dobrej IV» e del 15° corso aeronavale «Cigno», frequentatori del 1° anno dell’Accademia della Guardia di Finanza ha spezzato il silenzio della solenne cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana che si è svolta sabato 6 maggio in piazza Vittorio Veneto.

Tante le autorità militari, politiche, civili e religiose intervenute, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano, il Comandante generale della Guardia di Finanza generale Giorgio Toschi, il comandante in Seconda e ispettore per gli istituti d’istruzione generale Filippo Ritondale, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori (che ha consegnato al generale Virgilio Pomponi comandante dell’Accademia la medaglia d’Oro della città per l’istituto).

Presenti anche numerosi parlamentari bergamaschi e anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan che nel suo intervento ha sottolineato l’importante ruolo che svolge la Guardia di Finanza e ha indicato che in termini reali nel 2017 la crescita del Pil del 1,1% e oltre 700 mila nuovi occupati, crescita delle esportazioni negli ultimi mesi e che si sta abbassando il debito. Inoltre ha sottolineato come sia importante continuare con le riforme.

«Abbiamo raggiunto traguardi importanti ma é essenziale assicurare la continuità e la coerenza dell’azione di governo per creare le migliori condizioni per gli investimenti stranieri e nazionali e allo stesso tempo sostenere e rafforzare l’equità sociale del paese» ha aggiunto il ministro.

«Continuare con il programma di riforme strutturali resta un percorso obbligato per consolidare un processo di crescita stabile e sostenuto nella consapevolezza che non esistono scorciatoie». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. «Le riforme si sostengono a vicenda e tutti gli strumenti vanno utilizzati per implementarle»,


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