Il Rotary, cento linee telefoniche per rispondere ai malati di Covid

Il Rotary, cento linee telefoniche
per rispondere ai malati di Covid

«Un’esperienza indimenticabile, sia per la drammaticità della situazione, ma soprattutto dalla risposta avuta dai colleghi di tutta Italia e dall’estero che in 48 ore hanno aderito a questo progetto».

Sono queste le parole commosse di Maurizio Maggioni., che spiega: «Sconosciuti sino a poche ore prima, amici da sempre e per sempre, che si confrontano, studiano risposte mediate, applicano i protocolli che variano di giorno in giorno, che si turnano 24 ore su 24 come militari senza aver mai fatto un giorno di naja. Tutto per una terra, un popolo ai più sconosciuti, ma per far fronte a questa pandemia ci voleva proprio questo fronte, di amore, di disponibilità e altruismo».

Il riferimento è al servizio del Distretto 2042 consulenza e monitoraggio attivato dal Distretto Rotary 2042. Cento linee telefoniche operative con altrettanti medici e odontoiatri pronti a rispondere ai bisogni dei malati e alle paure dei potenziali contagiati da coronavirus. Una vera e propria task-force messa su nel giro di 72 ore dal Distretto Rotary 2042, un progetto coordinato dal rotariano bergamasco Maurizio Maggioni con la supervisione di un altro rotariano, il prof. Alberto Barzanò.

Si chiama «Rotary assistenza Covid-19» e vede coinvolti persino tre medici italiani che lavorano a New York e che, sfruttando il fuso orario, la notte rispondono alle telefonate, insieme ai tanti medici sparsi in tutta Italia, da Bolzano a Siracusa. «Da quando è partito il progetto abbiamo gestito oltre 300 telefonate - dice Maggioni -. Seguiamo pazienti “lievi”, indirizziamo le persone ai servizi, ad esempio come reperire l’ossigeno, diamo indicazioni sui tempi della quarantena, consegniamo la spesa o i medicinali. La situazione sembra in miglioramento, la notte non stiamo quasi più ricevendo chiamate». La forza del progetto è il suo lato umano: «Ci siamo inseriti in un segmento non coperto - rimarca Alberto Barzanò -. Oltre a rispondere, chiamiamo le persone chiedendo del loro stato di salute anche dopo la malattia».

Le chiamate arrivano per il 70% da residenti a Bergamo ma anche da Brescia, Mantova, Pavia, Milano, Sondrio. Dal 24 marzo i volontari (medici e odontoiatri rotariani e non) sono impegnati h 24 ogni giorno a eseguire un primo triage telefonico (al numero verde 02.8498 8498) sui protocolli forniti da Ats e Areu: «Ci siamo messi a disposizione – spiega Maggioni -. In caso di bisogno indirizziamo le persone ai numeri di emergenza, quando invece i sintomi non sono preoccupanti, continuiamo a monitorare lo stato di salute dei singoli richiamandoli nei giorni successivi. A questo impegno, si è affiancata l’attività di 90 giovani volontari del Rotaract Distretto 2042, a cui viene indirizzato chi deve gestire le diverse esigenze quotidiane, dall’acquisto di farmaci alla spesa. Abbiamo distaccato 12 volontari che, coordinati da Monica e Luca Vitali con la supervisione del medico Marco Cremaschini, hanno organizzato, tra le altre cose, il servizio di ritiro dei saturimetri, che vengono sanificati e poi riportati ad Ats. Il progetto prevede anche il monitoraggio dei pazienti con una piattaforma offerta dalla “Planet” di Treviolo: tutti i dati saranno comunicati ad Ats».


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