Sindaco Gori in giro per Bergamo - Video «Uscito per controllare: non c’è nessuno»

Sindaco Gori in giro per Bergamo - Video
«Uscito per controllare: non c’è nessuno»

«Cammino senza incontrare nessuno e penso a chi è malato, a chi ha perso una persona cara, a chi trepida per un parente o un amico malato. In queste ore siamo uniti da questo dolore, tutti noi bergamaschi. Ma siamo forti. Ci rialzeremo». Con queste parole Giorgio Gori chiude il lungo post che accompagna il video della sua passeggiata in una Bergamo deserta, dalla stazione a Città Alta.

«Questa è Bergamo all’inizio della primavera, in questo 2020 - scrive il sindaco - che non potremo mai scordare. Una città silenziosa e sofferente, ma composta, in attesa che il brutto passi. In cui ognuno fa il suo pezzo di dovere».

«Nei giorni scorsi - racconta Gori - sono uscito a controllare se per strada ci fosse qualcuno a spasso da spedire a casa. Avevo visto Antonio Decaro, il mio amico sindaco di Bari, farlo sul lungomare della sua città. Ma non ho trovato nessuno. I bergamaschi hanno capito». Se «fuori dai negozi ho visto persone fare la spesa in modo ordinato, in silenzio, a distanza di sicurezza», «ho invece scoperto che gli edicolanti non avevano le mascherine. Abbiamo trovato il modo di fargliele avere», «un paio per ciascuno» come ha assicurato. Gli edicolanti «svolgono una funzione preziosa, è importante che siano protetti. Loro come le persone che lavorano nei supermercati».

Il sindaco ha «controllato all’Auchan di via Carducci e all’Esselunga di via Corridoni. La situazione mi è parsa ordinata. Le commesse sono un po’ preoccupate ma restano al loro posto, di questo le ho ringraziate».

Accanto alla stazione, invece, le poche persone che si incontrano sono quelle che non hanno una casa dove andare. A loro il sindaco ha distribuito alcuni bigliettini con l’indirizzo della nuova struttura di accoglienza che la Caritas ha aperto in via Ghirardelli 12. «Ho poi saputo che la sera però non si è presentato nessuno».

La visione che stringe il cuore è quella di una Città Alta «completamente vuota. In questa stagione sarebbe stata piena di turisti e di voci. Alle 12 di sabato in piazza Vecchia si sentiva solo il rumore della fontana» e nel video del sindaco si ode solo il suono dei suoi passi che rimbomba sull’antico selciato.

«Oggi qui non siamo in grado di portare tutti in ospedale e quindi succede che molte persone muoiono a casa, molte più di quante vengono contabilizzare ogni giorno per il virus» ha poi detto il sindaco durante una videochiamata con il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha dedicato al collega lombardo una diretta Facebook.

«Ho fatto una ricerca - dice il sindaco di Bergamo - mettendo insieme il dato del mio comune e di altri 12 con i dati dell’anagrafe sui morti e il rapporto è di quattro a uno: per ogni persona che risulta deceduta con diagnosi di coronavirus ci sono altre tre per le quali questo non è accertato ma che muoiono di polmonite».

«I numeri - aggiunge Gori - sono la rappresentazione della capacità di fare diagnosi e cura, ma non della effettiva diffusione della malattia che è molto superiore. Si dice che in provincia Bergamo ci sono 6216 contagiati, ma sono soltanto gli ammalati in gravi condizioni che arrivano in ospedale a cui viene fatto il tampone, se però avete sintomi ma respirate i medici dicono di stare a casa, nessuno vi fa il tampone e non entrate nelle statistiche».


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