Il teatro Donizetti «sventrato» - Il video
Ruspe demoliscono e scavano in platea

Si lavora per consolidare le fondamenta. Resta da rimuovere la cisterna interrata. «Cantiere complesso» e c’è l’incognita del tetto.

Il colpo d’occhio è impressionante, nulla che si possa immaginare osservando il cantiere da fuori. In quella che una volta era la platea del Donizetti le ruspe sono in azione. Scavano nella terra alzando nuvole di polvere e scenderanno più giù, sino a tre metri di profondità, per consolidare le fondamenta del teatro. Parquet, poltroncine e tappezzerie sono un ricordo lontano.

La sensazione è di trovarsi al cospetto di uno scavo a cielo aperto, non fosse per le file di palchi disadorni e il soffitto affrescato dal quale pende il monumentale lampadario in cristallo, quel che resta del Donizetti. Sventrato. Sotto il palcoscenico, chiuso da un sipario in lamiera, è il vuoto. Nella buca dell’orchestra cumuli di calcinacci. Intorno un via vai di addetti ai lavori divisi in squadre, ieri una quarantina di uomini in tutto.

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