Immuni, la app per tracciare i contagi Ecco un breve tutorial per scaricarla

Immuni, la app per tracciare i contagi
Ecco un breve tutorial per scaricarla

Il timore per i contagi che salgono e gli appelli di istituzioni e media fanno salire i download di Immuni: già attivata da oltre 7 milioni di italiani.

Il timore per i contagi che salgono e gli appelli di istituzioni e media fanno salire i download di Immuni. L’app per il tracciamento del contagio da coronavirus è stata scaricata da oltre 7 milioni di italiani, un balzo di 350mila negli ultimi tre giorni. Mentre parte la campagna di sensibilizzazione del governo per attivare l’applicazione, che dalla metà di questo mese dialogherà con le sue omologhe in Europa.

La app Immuni: ecco il logo che si trova nell’Apple store

La app Immuni: ecco il logo che si trova nell’Apple store

«Scaricate l’app Immuni. Aiutateci a tenere bassa la pressione sugli ospedali. Aiutateci a garantire le cure anche ai malati non Covid-19», è l’appello che ha lanciato il sindacato nazionale dei medici ospedalieri Anaao-Assomed. Nei giorni scorsi Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ha sottolineato che «se la maggior parte della popolazione scaricasse Immuni, avremmo uno strumento straordinario per mettere sotto controllo l’epidemia».

Lo slogan di Immuni: la app serve a tracciare se si è venuti a contatto con un caso positivo al Covid

Lo slogan di Immuni: la app serve a tracciare se si è venuti a contatto con un caso positivo al Covid

L’app lanciata in tutta Italia a giugno è gratuita e volontaria e funziona con il bluetooth che garantisce l’anonimato. Dopo un debutto con 500 mila download nel primo giorno e due milioni in una settimana, ci ha messo tre mesi buoni per crescere. Ad oggi sono per l’esattezza 7.481.141 i cittadini che l’hanno attivata sui loro smartphone, circa il 20% dei dispositivi che ci sono in Italia, percentuale dalla quale sono esclusi i minori di 14 anni. Finora l’applicazione ha inviato 6.718 notifiche mentre 378 utenti positivi hanno caricato i loro codici permettendo di avvisare le persone entrate in contatto con loro. I dati - aggiornati al 6 ottobre - sono diffusi dal sito ufficiale di Immuni, dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e dal Ministero della Salute.

«È un obbligo morale scaricarla», ha detto nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte, lanciando la campagna di sensibilizzazione per scaricare Immuni. Dal 17 ottobre, poi, Immuni inizierà a dialogare con le sue omologhe europee. Uno strumento in più per tracciare i contagi in un momento in cui il virus corre anche negli altri paesi. Italia, Germania e Irlanda saranno i primi a far parlare le loro app. Nell’Unione sono in tutto 15 i paesi che hanno adottato o stanno per adottare una app di tracciamento, la media dei download è del 10%. Una percentuale lontana dall’obiettivo del 60% affinchè il sistema sia efficace nel contenimento della pandemia.

COME SI SCARICA LA APP

Scaricare la app è molto facile: noi abbiamo provato da dispositivo Apple. Il primo passaggio è naturalmente cercare la app «Immuni Italia» nell’Apple store. Per scaricarla gratuitamente basta inserire la propria mail e Id Apple. Una volta scaricata la app è possibile aprirla sul proprio smartphone e si accede a quattro schermate che spiegano come funziona la app e danno informazioni sul tema della protezione dei dati personali.

I chiarimenti sulla privacy

I chiarimenti sulla privacy

Il principio che usa Immuni è molto semplice: associa a ogni telefono un codice casuale che non contiene informazioni sul nostro dispositivo e cambia diverse volte ogni ora per tutelare la privacy. Chi risulta positivo sceglie se condividere i propri codici casuali che i loro dispositivi hanno trasmesso nei giorni precedenti rendendoli disponibili ad altri utenti. Questa procedura avviene con l’assistenza dell’operatore sanitario che comunica l’esito positivo del tampone.

L’assegnazione di un codice casuale per essere tracciati

L’assegnazione di un codice casuale per essere tracciati

Se una persona risulta positiva deve condividere l’informazione attraverso la sua app

Se una persona risulta positiva deve condividere l’informazione attraverso la sua app

Quando entri in contatto con un altro utente di Immuni, i dispositivi si scambiano i rispettivi codici tramite Blootooth Low Energy (che viene attivato automaticamente nelle prime operazioni di accesso alla app.) L’app tiene traccia del contatto avvenuto e, se per caso, dovesse essere un contatto che poi si positivizza, allerta l’utente.

Le domande al primo accesso

Le domande al primo accesso

Le domande che vengono posto dopo il primo download richiedono in che regione si vive, in quale provincia, richiede l’abilitazione delle notifiche per ricevere messaggi informativi, e mette in guardia su false comunicazioni. Immuni infatti comunicherà sempre e solo attraverso la app e non con sms, telefonate, e-mail o altro.

L’app richiede la presenza almeno di Android 6 o iOs 13.5. Significa che sono esclusi i modelli come l’iPhone 6 e precedenti o Android precedenti al 2015. Niente Immuni quindi per esempio su Samsung Galaxy S4, S3 e LG G2, per citare alcuni modelli famosi.

Attenzione ai falsi messaggi

Attenzione ai falsi messaggi


© RIPRODUZIONE RISERVATA