In 30 anni 4.000 studenti in Erasmus «In Spagna sono diventato europeo»

In 30 anni 4.000 studenti in Erasmus
«In Spagna sono diventato europeo»

30 anni fa Luca Galbignani era uno studente di Lingue: «A Salamanca ho studiato, ma mi sono anche divertito».

In trent’anni l’Università di Bergamo ha mandato all’estero con il progetto Erasmus oltre 4.000 studenti. I primi sei partirono nel 1988, mentre l’anno precedente, data di nascita di Erasmus, Bergamo si limitò ad ospitare tre studenti inglesi. Nel gruppo dei primi partenti c’era Luca Galbignani, cremasco. Oggi ha 51 anni, è export manager di un’azienda chimica e lavora con 60 Paesi. Nel 1988, di anni ne aveva 22 e all’Università di Bergamo era al quarto anno di lingue straniere, indirizzo economico commerciale. «Fu il professor Gabriele Morelli, ispanista – ricorda –, a propormi l’Erasmus a Salamanca». Morelli, per l’allora facoltà di Lingue straniere, e il professor Antonio Amaduzzi per quella di Economia, furono i due docenti referenti degli anni pionieristici del progetto. Galbignani fa i salti di gioia, ottiene il consenso in famiglia: «Allora non era così scontato, ma mio padre aveva esperienza d’azienda e sapeva quanto era già allora importante una formazione internazionale», e parte fra i primi sei: tre vanno nel Buckinghamshire in Gran Bretagna e tre in Spagna: uno a San Sebastian e due a Salamanca.

Che dire ai ventenni di oggi? «L’Erasmus non va sprecato, capita una volta nella vita ed è da idioti ridurlo a un carnevale. A me ha insegnato a trovarmi bene in un altro Paese, a sentirmi un cittadino europeo fra cittadini europei. Molto di quanto ho imparato quell’anno mi è servito poi nella vita professionale: la lingua, ma anche la capacità di adattarsi, di prendere per il verso giusto la gente che ha una cultura diversa». I programmi Erasmus devono continuare, è sua la convinzione, «perché ci educano a essere europei, e di questo abbiamo moltissimo bisogno».


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